Men In Black International: Neuralizzàti è meglio | Recensione

L’impressione che ho avuto subito dopo la visione di Men In Black International è praticamente sintetizzabile in una gif.

Il film è un colpo al cuore per gli appassionati della saga. Ovviamente non è un sequel diretto della prima trilogia, ma un reboot totalmente dimenticabile e senza anima. F.Gary Gary realizza una pellicola che teoricamente dovrebbe dare il meglio nelle scene d’azione, ma il massimo a cui può aspirare sono scontri noiosi, essenziali che non riescono mai a coinvolgere propriamente lo spettatore. Stessa sensazione si ha con i personaggi, nonostante il duo Chris Hemsworth/Tessa Thompson possa funzionare. Non c’è empatia e nessun interesse nel guardare i due protagonisti su schermo, la cui caratterizzazione troppo superficiale lancia tanti spunti e delude nelle risposte. E così ci ritroviamo a seguire i due agenti in giro per il mondo, un po’ a caso lasciandoci l’impressione che l’intenzione sia solo quella di far numero per le location visitate. Anche Liam Neeson interpreta una parte veramente poco convincente e del tutto priva di spessore, ed Emma Thompson rimane una scelta interessante ma abbandonata troppo presto nel dimenticatoio. L’unica nota positiva che tenta di dare un senso all’umorismo sin troppo ridicolo della pellicola è l’introduzione dell’alieno e compagno di viaggio Pawny (in italiano ‘Piedino’). La trama vede la presenza di una talpa nell’organizzazione dei Men In Black e tenta di ravvivarsi nel secondo tempo ma rimane tutto perfettamente piatto, con delle rivelazioni intuibili già dai primi minuti del film.  

Quello a cui assistiamo è dunque un mero sfoggio di gadget e potenza di fuoco che risulterà del tutto inutile ai fini della trama, così come l’odissea che li porterà da una parte all’altra del globo, mostrando un Agente H (Hemsworth) arrogante, giovane e senza molto da dire, contrapposto a un agente M (Thompson) già più utile e curiosa da scoprire. Men In Black International rimane dunque un prodotto piuttosto arido e senza alcuna volontà di riprendere lo stile della vecchia trilogia, accomodandosi su toni molto più scanzonati e frivoli senza fornire alcuna particolare visione del franchise se non quella di un ennesimo reboot per nulla necessario. Dato che oramai viviamo nell’epoca in cui l’originalità è all’ultimo posto, si chiede che almeno un materiale per lo più già bello e pronto possa essere riadattato quantomeno in maniera decente. 

In sintesi, Men In Black International è, con dispiacere, un film da poter attendere comodamente su Sky, se proprio volete togliervi questo pallino. 

 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.