Confession Tapes: Rachele Aragno – Chi trova una Melvina trova un tesoro

Grazie a BAO Publishing abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere al volo con Rachele Aragno, autrice esordiente con il suo Melvina, già disponibile in tutte le librerie e fumetterie. Trovate la nostra recensione qui

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Ciao Rachele, benvenuta su Fr4med! Bando alle ciance, Melvina mi è piaciuto da morire come avrai capito dalla recensione e volevo ringraziarti per aver tirato fuori una storia che profuma di cuore, creatività e avventura per tutte le età. Se ho ben capito, Melvina ti ha praticamente fatto compagnia sin da piccola. Ti va di parlarmi un po’ del vostro rapporto?

Grazie mille per la recensione, l’ho trovata davvero bella.

Sì, Melvina è il mio alter ego che ho creato circa intorno ai 13 anni. È cresciuta con me e insieme abbiamo affrontato molte cose importanti, come il lutto per la perdita di mio nonno. Lei c’era sempre quando ne avevo bisogno, e c’era anche il suo mondo magico in cui potevamo andare insieme, Aldiqua è il rifugio perfetto per sentirsi protetti. Anche l’arrivo del cattivo in questo posto utopico ha la sua importanza, risveglia un potere in Melvina che la renderà unica e forte, un potere che speravo di avere anche io e che, un giorno, mi avrebbe reso speciale. Insomma è stata l’amico immaginario che quasi tutti i bambini hanno, con la differenza che il mio era di carta.

Cosa ti ha spinto a voler usare proprio il fumetto come mezzo di narrazione?

Fin da piccola ho sempre immaginato il fumetto come una sorta di film con budget illimitato, dove il fumettista è regista, scenografo, costumista e sceneggiatore. Tanti grandissimi maestri come Will Eisner, Pazienza, Breccia, Miller, Moebius, per citarne solo una piccola parte, hanno declinato il fumetto in così tanti modi, da farci capire che non esistono confini per questo modo di narrare storie. Proprio per questo ho scelto di fare fumetti: nemmeno il foglio di carta può stabilirne il confine.

Dando uno sguardo alla società contemporanea, come ritieni che questa generazione riesca a rapportarsi con l’idea di crescita? Credi questo processo sia stato in qualche modo accelerato? Se si, quali pensi possano esserne i vantaggi e/o gli svantaggi?

Credo che da sempre si abbia la percezione che i giovani vogliano crescere velocemente per ottenere tutto e subito, e forse è anche vero. Da adolescente avevo un grande desiderio d’indipendenza dai miei genitori, lo stesso che hanno oggi i ragazzi e che secondo me avevano anche cinquant’anni fa, in forma diversa forse, ma solo perché la società si evolve nel tempo e le persone con lei. Se la voglia di ottenere la libertà di scegliere per noi stessi è sana e non ci fa bruciare le tappe, credo sia la spinta giusta per affrontare la vita con determinazione.

Concludendo il volume, ho avuto l’impressione che forse, in futuro, avremo modo di veder riapparire Melvina. Hai già qualche idea in merito?

È ancora troppo presto per parlarne, ma ti posso dire che l’universo di Melvina è molto complesso e lei ha ancora molte cose da raccontare…

bao publishing

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.