Redneck

saldaPress: Redneck Vol. 2 – 3 | Recensione

Partiamo da un assunto fondamentale: i vampiri sono una gran figata. Detto ciò, si tratta di una figura piuttosto complessa, in cui ognuno può vedere determinate cose. C’è chi vuole dei vampiri affascinanti e carismatici, eleganti quanto tormentati. Per quanto riguarda me, ho sempre preferito vederne il lato più animalesco e viscerale, la loro natura inerentemente distruttiva. Come avevamo già chiarito nella recensione del primo volume, In Fondo al Cuore, i vampiri in Redneck vivono a cavallo di queste due realtà: da un lato creature potenti ed istintive, dall’altro esseri umani messi faccia a faccia con l’immortalità. Ne sanno qualcosa i Bowman, clan protagonista, costretto ad un’esistenza dura, dolorosa, in cui ogni più piccolo imprevisto può mandare all’aria anni ed anni di routine. E’ proprio su uno di questi imprevisti che avevamo lasciato Bartlett, JV e compagnia bella. Come è andata avanti la storia?

Redneck

Beh, non in maniera particolarmente felice. Il secondo volume, Gli Occhi Addosso, riprende qualche tempo dopo la fuga finale del primo. I Bowman sono lontani da Sulphur Springs e si sono stabiliti in quel di Waco, Texas. Nascosti nella fitta vegetazione, vivono di stenti, sopravvivendo solamente grazie all’aiuto di Phil ed Evil, i due umani al loro servizio. Allo stesso tempo, si fa sentire la presenza di Padre Landry, un tempo acerrimo nemico del clan ed ora trasformatosi, suo malgrado, in un vampiro. La delicata situazione non è destinata a durare, tuttavia: una metaforica bomba a tempo sta ticchettando sul clan Bowman, pronta a lasciarli nuovamente allo sbaraglio. Tra tradimenti, flashback e vecchie ferite portate alla luce, Gli Occhi Addosso scorre piacevolmente, una lettura intrigante che va ad approfondire ancora di più il mondo ed i personaggi di Donny Cates. E così, prima ancora che me ne accorgessi, ero arrivato al terzo volume, Mogli e Buoi. Qui Redneck tira il freno a mano offrendo un arco narrativo relativamente privo d’azione, totalmente dedicato al character building. Allo stesso modo però, ci troviamo di fronte ad una trama schizofrenica che procede a passo d’uomo fino all’ultima manciata di pagine, dove ingrana improvvisamente la quinta e si lancia in un devastante cliffhanger che, nonostante sia assolutamente consono al mondo ed allo stile già stabiliti, arriva un po’ troppo in fretta. Una buona idea, quindi, che avrebbe meritato qualche metro di pista in più per decollare elegantemente.

Redneck

Ciò che rimane costante in tutti e tre i volumi è la mano di Lisandro Estherren: sporca, grezza ed ultra-violenta, sì, ma anche accattivante e più che adeguata alla storia raccontata. I personaggi, Bartlett in primis, evolvono di volume in volume, presentandosi a noi in forme sempre vagamente diverse, facendoci sentire il passare del tempo e delle esperienze traumatiche sulla loro pelle. Tuttavia, questo stile mostra i suoi limiti nei momenti più concitati, o anche solo nei pannelli più affollati. Con un tratto così veloce è difficile mantenere una qualità accettabile per i dettagli più fini, che finiscono spesso per perdersi nel caos generale. Pertanto, in certi momenti può risultare difficile decodificare ciò che sta avvenendo con esattezza, o quale personaggio stia dicendo quale cosa. Alla fine ci si fa l’abitudine, ma il primo impatto con Redneck vi costringerà ad aguzzare ripetutamente la vista.

Redneck

Insomma, Redneck mi è piaciuto. Senz’ombra di dubbio ha toccato la mia corda per quanto riguarda i vampiri, offrendomene una versione sporca, e distruttiva, ma proprio per questo dannatamente umana. Ogni scelta ha una conseguenza, ogni sbaglio porterà inevitabilmente a delle situazioni scomode, ogni perdita ti tormenterà per sempre. La felicità, per i Bowman, sembra solo un miraggio lontano, specialmente alla luce del finale di Mogli e Buoi.

Che la salvezza sia davvero così fuori portata?

Mite ragazzo di classe ‘96, appassionato di lunga data di gaming, si dimostra un precursore quando, nel lontano 2000, viene trovato a strisciare le carte di credito dei genitori sulla PsOne per comprare un migliaio di gemme su Spyro 2. A questo incontrastato e patologico amore per le microtransazioni, si affianca l’amore per il cinema d’autore. In nome di questa passione, si imbarca in un viaggio mistico fra India, Nilo e Miami alla ricerca della vera essenza dei Cinepanettoni: è qui che, ispirato dalle note di Scatman, decide che la missione della sua vita sarà quella di scrivere il film che riunirà Boldi e De Sica. Fino ad allora, l’entusiasmo del lavoro in Fr4med sarà solo la maschera che nasconde il profondo trauma per questa atroce separazione. AGGIORNAMENTO: Dopo la spontanea riappacificazione di Boldi e De Sica, vive una profonda crisi mistico-spirituale. Arriva quindi a definirsi “profeta”, abbracciando lo stile di vita da eremita. Se lo cercate, lo troverete in una remota grotta, mentre si nutre solo di muschio e condensa ed estorcendo la modica cifra di 500€ ad ogni visitatore per delle infondate e truffaldine previsioni del Superenalotto.