HOT SHOTS S01E06: Vita, Morte e Peccati

Quante volte capita di uscire dal cinema e voler parlare assolutamente di quel film con qualcuno? Stesso discorso per le serie tv. Tutti noi abbiamo delle sensazioni a caldo da voler esprimere non appena terminiamo la visione di un prodotto. La rubrica HOT SHOTS vuole proprio raccogliere queste impressioni (in questo caso del sottoscritto), fornendovi un feedback ancora più immediato. Vista la difficoltà di star dietro a tutto il materiale che quotidianamente ci viene messo davanti agli occhi e la mancanza di tempo che non ci concede di leggerci una di quelle bellissime e lunghe recensioni, HOT SHOTS vuole essere una soluzione per una copertura più completa (non per questo più superficiale) del nostro catalogo cinematografico e televisivo. Per cui, ogni qualvolta ne avrò occasione, sfornerò i miei commenti su un determinato film o serie tv recentemente visti. Così, tanto per farsi una chiacchierata. Io mi divertirò a fornire una rapidissima e leggera analisi del prodotto, voi potrete scegliere se seguire i miei consigli o meno. 

Negli episodi precedenti: ATYPICAL; Droga, Pupù e Frozen Yogurt; Calci rotanti, Identità segrete e Anni ’50, Il Miglior Film: Speciale Oscar ,Libido, Strizzacervelli e Mala Sorte

TRIPLE FRONTIER. Durata: 2h 5 minuti. Genere: Drammatico/Thriller

Netflix riesce finalmente a sfornare una pellicola interessante grazie anche ad un cast parecchio convincente. Ben Affleck, Oscar Isaac, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund e Pedro Pascal decidono di mettere a frutto la loro esperienza militare per prendersi finalmente ciò che gli spetta, ma per farlo dovranno rubare ad uno dei più terribili signori della droga presenti in America Latina. Ne segue un action movie ben equilibrato che in due ore riesce a condensare una trama molto fluida ed intrigante. Gioca bene la carta della suspense garantendosi gli occhi dello spettatore per tutta la durata del film. 

Triple Frontier ha riscosso molto successo tra la critica e non c’è da stupirsi. Sebbene non mi senta di idolatrarlo a tal punto da inserirlo nella lista dei migliori film del 2019, riconosco che è sicuramente il film Netflix fatto con più cura ed intelligenza visto finora. D’altronde sarebbe stato un peccato vedere sprecati certi nomi. La pellicola ci ricorda come sia ancora possibile creare dei prodotti non eccessivamente lunghi ma di grande impatto. 

Nonostante ci sia uno squilibrio a livello di approfondimento dei personaggi, insieme riescono comunque a creare una formazione tanto coesa quanto pronta ad esplodere.

BOYHOOD. Durata: 2h 46 minuti. Genere: Drammatico/ Narrativo 

Candidato a Miglior Film per gli Oscar nel 2015, Boyhood è un esperimento sensibile e originale che potrete gustarvi su Amazon Prime Video

Non lasciatevi intimidire dalla durata poiché il film è molto scorrevole. Faticherete un po’ a capire cosa avrete davanti ma dategli fiducia perché non vi deluderà. Boyhood è infatti un progetto nato nel 2002 ed è proseguito fino al 2013. Ben 12 anni di riprese per raccontare la vita di Mason (Ellar Coltrane). Attraverso la sua crescita vediamo ovviamente anche quella dell’attore e di come avvenga il passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza. La pellicola è un’osservazione schietta e pura dell’evoluzione di ognuno di noi, tra alti e bassi. 

Richard Linklater ci ha messo l’anima in questo progetto e non è mai intrusivo con la sua macchina da presa. Un osservatore attento che pone il protagonista nella giusta posizione famigliare e sociale per permettere l’identificazione di una buona fetta di pubblico. L’Oscar a Patricia Arquette non è un caso visto come da sola regge un film di quasi 3 ore. 

Insomma se volete vedere un film che sia lo specchio della realtà, questo è quello che fa per voi. Si tratta di un ottimo modo anche per farci dare uno sguardo a come funzioni tutto il percorso studentesco americano per poi identificarci serenamente con gli sbalzi d’umore, i desideri, i sogni, ed il primo amore di un ragazzo che, chi più chi meno, in fondo è stato. Apparentemente un film leggero, vi lascerà una bellissima sensazione di calore e affetto umano. E perché no, magari condividerne la visione con tutta la famiglia.

 

AMERICAN GANGSTER. Durata: 2h 56 minuti. Genere: Crime/Drammatico

Siamo nel 2007 quando esce uno dei film più potenti di Ridley Scott.

American Gangster tratta degli eventi realmente accaduti negli Anni ’70 in America che hanno visto protagonista Frank Lucas. Spietato criminale, fu responsabile dell’importazione dell’eroina in America direttamente dalle terre del Vietnam, provocando un’ondata di morte tra i giovani e tossicodipendenti. Assicurandosi un patrimonio vergognosamente incalcolabile, deteneva il controllo di ogni spostamento, attività e poliziotto ad Harlem e in tutta New York. 

Per rappresentarlo viene scelto Denzel Washington che regala un’interpretazione molto forte e spietata, tanto da guadagnarsi una nomination ai Golden Globe del 2008. Ad ostacolarlo dalla parte della giustizia ci pensa Russell Crowe, qui interprete del poliziotto difensore del diritto e della buona condotta. Insieme tengono in piedi un film carico di tensione, di macchinazioni e strategie per poter venire a capo di uno degli imperi criminali più spietati che sia mai esistito. Anche qui, nessuna paura per la durata poiché l’attenzione dello spettatore viene sollecitata in ogni momento, tra irruzioni, improvvise svolte e colpi di scena inaspettati. 

Un film in cui la corruzione, il traffico illecito e l’intelletto fanno da padroni, regalandoci due caratterizzazioni molto nette ed estremamente efficaci. 

AFTERLIFE (1 STAGIONE). 6 episodi. Durata: 25-31 minuti. Genere: Dark Comedy/Drammatico

Se amate il british humour o anche semplicemente la stand-up comedy non potete non conoscere il sano realismo e cinismo di Ricky Gervais (The Office). Dopo lo spettacolo HUMANITY, lo vediamo tornare su Netflix con la sua serie tv intitolata Afterlife, già rinnovata per una seconda stagione. 

Qui interpreta Tony che, di recente rimasto vedovo, cade in depressione. La serie diventa dunque un escamotage per mostrarci come il protagonista attraversa e metabolizza il suo dolore. Ovviamente non manca di divertire con un po’ del suo tocco distruttivo e tremendamente schietto. In effetti non manca di profondi momenti di riflessione in cui lo spettatore riesce facilmente ad immedesimarsi in determinate situazioni, vista la società odierna. Ma un conto è leggere il momento come una pausa d’ilarità, un altro è riconoscere effettivamente che ci sia qualcosa di sbagliato in noi. 

Ricky Gervais ha sempre servito su un piatto d’argento i problemi del mondo, è sempre stato “scomodo” ed in questo ha avuto un grande successo, sapendosi distinguere. Qui, come suo solito, è a ruota libera e senza un’audience che possa ostacolarlo al momento, privo di qualsiasi limite. Afterlife è toccante, giustamente brutale e grazie al cielo priva di moralismi. 

Come potremmo reagire alla mancanza di un nostro caro? Possiamo immaginarlo ma non possiamo esserne sicuri finchè non capita. Tantomeno possiamo dispensare consigli su come reagire. Ognuno di noi è differente ed è anche giusto che in parte sia solo ad affrontare questo momento. 

Sono molto curioso di vedere cosa avrà in serbo la seconda stagione. 

 

BONDING (1 STAGIONE). 7 episodi. Durata: 15 minuti. Genere: Dark Comedy

Da poco uscita su Netflix, è una serie che onestamente non si è capita più di tanto. Con soli 7 episodi da 15 minuti l’uno è un prodotto che, almeno per quanto mi riguarda, non riesce a trovare una sua identità e vaga nel limbo di un catalogo un po’ troppo accomodante. 

Tiff (Zoe Levin) è una studentessa che, per pagarsi gli studi, sceglie una carriera da mistress, una dominatrice sessuale. Decide di farsi aiutare dal suo vecchio amico Pete (Brendan Scannell), che fungerà da suo assistente. In realtà non c’è molto altro da raccontare dato che la serie non aggiunge ulteriori elementi a questa rapida sinossi. Si intravede un passato oscuro della protagonista ma si esaurisce immediatamente con lo humour che incalza le puntate, forse troppo brevi per riuscire infine ad incuriosire lo spettatore. 

Non mi sento di consigliarla, piuttosto rimanderei a dopo la visione di una seconda stagione (sempre che venga rinnovata), anche se attualmente non riscontro validi motivi per scommetterci ulteriormente. 

I siparietti comici tra i due protagonisti possono strappare qualche risata ma ci lasciano a fine stagione con la sensazione di non aver avuto un vero e proprio excursus dei personaggi che, improvvisamente nelle ultime due puntate, subiscono un mutamento troppo rapido tanto da farlo sembrare un contentino. 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.