J-POP: Osamushi Collection- I.L, La ragazza dai mille volti | Recensione

La figura di Osamu Tezuka nel mondo del fumetto giapponese, e in quello della nona arte tutta, è considerato alla stregua di una divinità; si tratta di un maestro dalla straordinaria ed eccezionalmente ampia produzione, con la quale è riuscito a toccare i generi più disparati e le tematiche più variegate. Proprio su tale mastodontico catalogo è voluta intervenire la J-POP, attraverso una collana, la Osamushi Collection, che tra i numerosi titoli storici realizzati dal maestro propone anche opere inedite, altrettanto fondamentali per comprendere la crescita, lo sviluppo e l’evoluzione narrativa del “Dio del manga”.

In tale ambito rientra il primo volume della collana che, per l’appunto, ci apprestiamo ad analizzare. Stiamo parlando di I.L – La ragazza dai mille volti che propone integralmente l’opera originariamente pubblicata im 14 capitoli sulle pagine di Big Comic tra l’agosto del 1969 ed il marzo del 1970. Tezuka da vita ad un’opera fortemente inserita nel proprio tempo che, come in altri lavori dell’autore, funge da perfetto spaccato della società giapponese di fine anni sessanta, con un particolare occhio di riguardo al contesto socio-politico, fregiandosi di una profonda critica.

I.L

I.L. funge da palestra per il maestro, preparandolo ad opere maggiori che arriveranno successivamente e ne ricalcheranno gli stilemi, lanciandosi nell’impresa di raccontare la realtà attraverso la fantasia, stesso obiettivo e compito del protagonista dell’opera, Daisuke Imari. Daisuke è un regista, un tempo estremamente quotato, oramai caduto in rovina a causa dell’affermazione di un cinema interamente votato alla rappresentazione del reale, dove, secondo la sua visione, non vi è più spazio per sogni ed immaginazione.

Ciò che risulta immediatamente chiaro è come Tezuka intenda presentarci un personaggio fallace alla base stessa del lavoro. I tempi sono sì cambiati, tuttavia è lo stesso Daisuke che, seppur veicolando giusti messaggi nei confronti di un cinema intellettualoide, risultando incatenato ad un passato glorioso non riesce a far evolvere la propria arte. Daisuke viene, quindi, soccorso dal Conte Alucard, il quale, insieme ad una folta schiera di freak, da un nuovo compito al regista, spingendolo ad andare oltre il razionale, nel tentativo di restituire dignità al fantastico -attraverso il suo percorso di crescita Daisuke comprenderà come fantastico e razionale tendano a mescolarsi più di quanto possa immaginare-. Il Conte commissiona, quindi, una nuova pellicola a Daisuke, fornendogli anche un mezzo per perseguire l’obiettivo, ovvero I.L, una vampira mutaforma.

I.L

Sarà proprio I.L, con la sua eccezionale mutevolezza, la vera protagonista del lavoro. Daisuke crea un servizio di sostituzioni in cui fornisce a personaggi più o meno facoltosi la possibilità di essere impersonati da I.L per risolvere le più assurde e disparate situazioni. Tezuka opta per una narrazione episodica, la quale si incastra perfettamente con l’obiettivo di raffigurare la realtà che circonda l’autore e che, in più di un frangente, risulta tremendamente attuale nelle critiche e problematiche. Nell’arco di un singolo episodio la storia narrata giunge a conclusione, fornendoci, ogni volta, un diverso affresco ed un’analisi dell’umana natura attraverso l’esplorazione dei differenti scenari.

Dal punto di vista della costruzione gli episodi seguono uno sviluppo speculare: I.L e Daisuke ricevono un nuovo incarico, la vampira prende le sembianze del cliente portando a compimento il caso, seguendo ogni volta un nuovo percorso di crescita. Se, infatti, ogni storia risulta autoconclusiva, sullo sfondo possiamo seguire la crescita di I.L che, da semplice bambola acquista sempre più consapevolezza del mondo che la circonda, sperimentando sentimenti differenti, arrivando a cercare l’amore. Vediamo I.L vestire i panni delle donne più disparate, tuttavia l’unico desiderio di chi può diventare chiunque è avere una propria personalità, una propria morale, una propria vita.

Dal punto di vista tematico, il maestro Tezuka non si pone limiti andando a spaziare tra i temi più vari. Vi è critica sociale, frecciate in ambito politico in un’opera profondamente drammatica seppur idealmente semplice nelle dinamiche. La stupefacente profondità che Tezuka riesce a dare ad ogni singolo personaggio ha dell’eccezionale, rendendo affascinante ogni figura e plausibile le sue motivazioni. Non ci sono buoni e cattivi tra i personaggi che popolano queste storie, vi sono solo persone, fatte di sangue e carne, dalle vite travagliate che compiono scelte sofferte. Lo stile inconfondibile di Tezuka non viene meno neanche in questo volume, con una costruzione della tavola sempre avveniristica ed incalzante che scandisce perfettamente la narrazione e l’incidere degli eventi nei vari episodi.

I.L

I.L – La ragazza dai mille volti è un volume quantomeno sperimentale, dalla chiusa agrodolce che si conclude inaspettatamente, lasciando nel lettore la sensazione che sarebbe potuto accadere ancora molto. Come la vita, I.L ci lascia di colpo, in maniera inaspettata e quasi lapidaria, non limitandosi tuttavia ad essere una semplice imitazione della vita, compiendo scelte fondamentali.

J-POP, ineccepibilmente, ci restituisce un Osamu Tezuka tutto da scoprire, con un volume che non potrà mancare nelle librerie degli appassionati e che consigliamo caldamente anche ai novizi.

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.