saldaPress: Οὐδείς, il “folle volo” di Ulisse secondo Carmine di Giandomenico | Recensione

Tu chiedi il mio nome glorioso, Ciclope; io te lo dirò […] Nessuno è il mio nome, Nessuno mi chiamano padre e madre e tutti gli altri compagni.

La figura di Ulisse (Odisseo presso i latini) è stata fondamentale nell’ambito letterario, le peripezie affrontate dal Laerziade durante i suoi peregrinaggi nel tentativo di rientrare in patria hanno dato vita ad archetipi fondamentali, dal viaggio, quale forma di cambiamento, crescita ed erudizione, al profondo bisogno di conoscenza -come meravigliosamente illustrato da Dante nel XXVI canto dell’Inferno, in cui  viene narrato il “folle volo” verso le Colonne d’Ercole-.

ΟὐδείςLa figura di Ulisse si è sempre profondamente differenziata rispetto a quella dei più classici eroi provenienti dai poemi epici, come possiamo notare se posto a confronto con la figura di Achille, vero e proprio elemento cardine alla base della questione omerica. Ulisse fregia il suo arco di frecce ben diverse, utilizzando ingegno, arguzia e retorica per raggiungere i propri scopi. Proprio tali aspetti, così peculiari, hanno garantito l’immortalità alla sua figura, facendolo vivere attraverso il tempo, diventando una creatura che ha conosciuto i versi dei più grandi autori della letteratura, passando per Foscolo, Pascoli, Ungaretti e D’Annunzio, passando per Gozzano, Soba e Joyce.

Ed è così che Ulisse ha continuato a viaggiare anche una volta rientrato nella “petrosa Itaca“, divenendo simbolo di intelletto, volontà instancabile e di amore puro, quello con Penelope, il quale si ergeva sopra distanze, fatiche, tradimenti ed insidie. In tal modo Odisseo ha navigato, giungendo fino ad un autore che conosciamo molto bene, Carmine Di Giandomenico. Parallelamente alle peregrinazioni compiute dall’uomo il cui multiforme ingegno piegò i Troiani, anche Di Giandomenico ha dovuto affrontare una discreta epopea per giungere alla conclusione della sua opera incentrata su Ulisse, intitolata Οὐδείς.

Le radici di questo progetto affondando nel 2004, quando iniziò la pubblicazione del lavoro, il quale ci mostra il celebre disegnatore di Flash in veste di autore completo. Un viaggio al fianco di “Nessuno”, Οὐδείς in greco, che oltre a riprendere il nome utilizzato da Ulisse per ingannare Polifemo, incarna perfettamente lo stato d’essere del protagonista, perso nei meandri della propria mente, senza ricordo alcuno, spinto semplicemente dall’irrefrenabile desiderio di ritornare in πατρίς (la patria).

ΟὐδείςUn’opera, questa, che si sarebbe dovuta sviluppare in ben 10 volumi, accompagnando minuziosamente il lettore nel ritorno verso Itaca… ma, come l’Odissea insegna, è facile che durante il viaggio sia inaspettatamente necessario cambiare rotta, finendo in verso lidi sconosciuti. In tal modo la serie si è conclusa con un totale di tre volumi su dieci, i quali hanno anticipato il ritorno di Ulisse,  mutando drasticamente sul finale. Esposto in tal modo il risultato potrebbe sembrare profondamente distante dal quanto immaginato leggendo i primi due capitoli, ed è effettivamente così, tuttavia ciò fornisce all’opera una poetica ed un fascino singolare, personalissimo, lasciando lo spirito dell’opera immutato tra inizio e conclusione.

L’inizio del viaggio narrato dall’autore teramano parte con un gusto squisitamente cyberpunk, che risente dell’eco di lavori come Giulio Maraviglia e La Dottrina, realizzati nello stesso periodo d’uscita dei primi volumi di Οὐδείς. Lo stile grafico è quello del Di Giandomenico degli inizi, meno dinamico e dalla colorazione molto vivida, sempre un piacere per gli occhi. La sperimentazione nella costruzione di tavole e dal punto di vista registico è uno dei veri fiori all’occhiello dell’intera produzione. Dal canto puramente narrativo Ulisse viene forzatamente costretto a vestire i panni di Nessuno, nell’accezione più negativa del termine, poiché tenuto in scacco dalla più potente delle divinità, intrappolato in un eterno ritorno che lo attanaglia, con una morsa serrata in cui l’unica costante è costituita da dolore e sofferenza.

La filosofia dietro il lavoro svolto da Carmine è profonda, osserviamo un uomo defraudato della sua essenza, per cui dolore e inconsapevolezza sono diventate le costanti in una vita fatta di cadute interminabili, le quali non sembrano portare a nulla se non ad un ennesimo inizio, un passo più vicino all’oblio. Echi di una vita passata lo attraggono a sé, nel tentativo di riportarlo a casa, in corpose sezioni oniriche, intervallate da altrettanti flashback, tutti tentativi della mente di Odisseo, alla disperata ricerca di elementi che possano rivelarsi chiave per rompere una maledizione divina.

ΟὐδείςLa storia arriva ad un punto di rottura, Ulisse compie il “folle volo” e parallelamente anche la produzione del titolo giunge ad un momento cruciale, preceduto da una stasi durata quasi dodici anni. Di Οὐδείς si perdono le tracce, sostituite dalla miriade di produzioni che vedono Carmine Di Giandomenico diventare una vera star del fumetto, non solo italiano, ma mondiale. Arrivano i successi con Spider-Man Noir, Magneto, Battlin’ Jack Murdock e molto altro, tuttavia Οὐδείς non viene mai dimenticato: si tratta del primo grande amore, del figlio in cui si finiscono per riporre sogni e speranze. È il 2016 quando qualcosa accade e la conclusione della storia giunge in maniera inaspettata, con una sorpresa da record. L’ultimo capitolo del graphic novel viene realizzato in meno di 48 ore durante la fiera del fumetto Teramo Heroes (organizzata dallo stesso Di Giandomenico nella sua città natale), in cui l’autore si appresta a realizzare ben cinquantasei tavole,dando ad Ulisse il suo tanto agognato ritorno a casa.

La performance garantirà a Carmine Di Giandomenico l’ingresso nel Guinnes World Records come disegnatore più veloce al mondo e la conclusione degli innumerevoli viaggi di Ulisse.

Qui tutto cambia, mutando completamente, lo stile registico -e di conseguenza narrativo- viene completamente ribaltato ma il marchio di fabbrica dello “stream of consciousness” che aveva contraddistinto i pensieri di Ulisse resta, a sottolineare come egli sia lo stesso personaggio seguito fin dagli inizi. Vengono abbandonate le tinte cyberpunk per un taglio nettamente più naturalistico e bucolico, che fin dagli inizi aveva contraddistinto Itaca nei vari flashback. Le complesse gabbie vengono accantonate, preferite a campi lunghi, close-up su specifici dettagli ed angolazioni a piombo con un risultato finale semplicemente magnifico.

ΟὐδείςL’ultimo capitolo di Οὐδείς è una chiusa agrodolce, dalla profonda ed intrinseca bellezza. Questo cambio netto, che si pone come vero e proprio spartiacque tra il passato di Ulisse ed il presente, segna l’agognato ritorno a casa e non poteva essere rappresentato in maniera differente: Odisseo si spoglia delle vesti che lo avevano accompagnato fino a questo momento, abbandona “Nessuno” sulle rive di Itaca e torna ad essere sé stesso, lanciandosi in una corsa forsennata che finirà per riportarlo a casa. La conclusione della storia ci lascia spiragli aperti, chiudendosi con un’inquadratura di Ulisse che scorge l’orizzonte dalle scogliere di Itaca, in attesa del ritorno di Telemaco. L’eterno ritorno è stato, quindi, definitivamente spezzato, ora ciò che attende Ulisse è il passato tramutatosi in futuro. Ciò che sarà, per il momento e forse per sempre, non è dato saperlo.

Οὐδείς è un lavoro estremamente potente, che saremmo stati curiosi di vedere nella sua interezza ma che, attraverso anni di pubblicazioni e peregrinazioni non ha mai perso il suo senso d’essere, arrivando alla più bella, struggente e registicamente maestosa delle conclusioni. L’obiettivo di Carmine Di Giandomenico non era tanto quello di riproporre una fedelissima versione dell’Odissea, quanto prendere dei temi specifici ed esaltarli, estremizzandoli, restituendo al lettore una personalissima visione di Ulisse, del suo dualismo con l’essere “nessuno“, tema, in questa graphic novel, portato all’estremizzazione del concetto stesso. Il viaggio fa mutare, fa crescere e maturare e leggendo Οὐδείς  possiamo vedere il percorso di uomo smarrito che, a fatica e contro ogni previsione, riprende in mano le redini della propria esistenza scegliendo di non farsi sopraffare dalla fiumana degli eventi, lottando per la sopravvivenza, arrivando a sconfiggere quel fato -in questo caso rappresentato da divinità malevole- apparentemente ineluttabile.

Non puoi immaginare il tuo futuro senza un passato.

Οὐδείς

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.