Confession Tapes: Cory Walker e Ryan Ottley – The Invincibles

A Lucca Comics & Games 2018, grazie a saldaPress, abbiamo avuto il piacere di incontrare il team di disegnatori che si è occupato della serie di Invincible per Image Comics, oramai conclusasi negli USA, Cory Walker e Ryan Ottley.

Cory Walker

cory

Ciao Cory, grazie per il tuo tempo. Partiamo subito con la prima domanda riguardante Invincible. Come è stato lavorare con Kirman?

Molto bello direi, quando ci siamo incontrati eravamo già migliori amici. Prima di Invincible avevamo già collaborato ad altri fumetti quindi non è stata un’esperienza del tutto nuova direi.

Quali influenze diresti abbiamo avuto un maggior impatto sul tuo lavoro?

Oddio non saprei. Al tempo avevamo appena finito una serie su Super Patriot, con Dave Johnson che ci aveva già messo mano prima di me. Mike Mignola è stata sicuramente un’influenza molto importante per me, anche se non credo questo sia messo troppo in evidenza in Invincible.

Come è cambiato il tuo stile tra i primi e gli ultimi numeri della serie, se c’è stato un cambiamento.

Sicuramente si, direi che all’inizio era un disegno senza troppo impegno. Da quando poi ho cominciato ad inchiostrarmi da solo c’è stato un cambiamento quindi si spero ci sia un’evidente differenza tra il lavoro iniziale e quello più recente.

Hai mai pensato di concentrarti anche su altro, oltre Invincible?

Beh, con Robert abbiamo fatto Science Dog poi ho collaborato per poco tempo con la Marvel, facendo piccole cose. Ma ora sono fuori da quel giro. Direi che il mio interesse verta più su idee originali. Quindi non è che io voglia fare Batman o qualcosa del genere, mi piace crearmi i progetti da solo.

Che tipo di consiglio daresti a chi vuole intraprendere la tua stessa carriera? 

Vedi, è difficile rispondere perché chiaramente ognuno ha un’esperienza diversa. Per quanto mi riguarda sono stato molto fortunato ad aver incontrato Robert su un portale web. Da lì è nato un rapporto che magari altre persone non sono riuscite a portare avanti allo stesso modo. Ovviamente è un tipo di lavoro che devi amare se vuoi andare avanti. Talvolta lo odio, anche perchè in America l’idea del fumetto è molto diversa rispetto a quella europea.

Prima, mentre chiacchieravamo tra noi, hai detto che sei rimasto stupito di questa fiera. Come mai?

Qui ho notato che effettivamente il target primario è effettivamente il fumetto mentre in America al San Diego Comic-Con è tutto basato su film, serie tv e tutto questo non sense. Quindi trovo molto bello che a Lucca si rispetti molto di più il fumetto.

Ultima domanda prima di chiudere. Cosa ne pensi dell’adattamento a film e serie animata di Invincible? 

Credo Invincible sarà un prodotto a sè, in grado di distinguersi dal resto dei cinecomic.

Ryan Ottley

cory

Ciao Ryan, sei stato a bordo di Invincible per 14 anni ormai. Come è stata la tua esperienza?

Sicuramente molto bella. Si è trattato del mio primo lavoro a livello professionale nel mondo dei fumetti. Robert mi ha trovato sul web penciljack.com e mi chiese di fare una storia per Invincible e a quel tempo avevo una gran voglia di mettermi in gioco. Ho disegnato la storia molto rapidamente e quando l’hanno vista è piaciuta molto. Da lì mi hanno chiesto se fossi voluto rimanere ancora ed eccomi qui, 14 anni dopo.

Come è nato dunque il rapporto con Kirkman?

Al tempo non era uno sceneggiatore molto noto. Ma aveva realizzato una storia molto avvincente su Techjacket che mi piacque molto. Mi scoprì su pencil jack che altro non è che un forum attraverso cui poter condividere i propri lavori artistici. A dirla tutta lì Robert ha incontrato la maggior parte dei disegnatori con cui ha poi lavorato. Non mi sono mai annoiato a lavorare sulla stessa storia per tutti questi anni. Mi piace molto la scrittura di Robert ed anche la sua persona… è un tipo divertente. Ne è sicuramente valsa la pena.

Come ti sei trovato a  portare avanti il lavoro di Cory Walker?

Ho cercato di non shockare troppo i lettori diversificando di molto lo stile. Per cui ho cercato di renderlo il più simile possibile. Credo sia impossibile copiare Cory Walker che ha una grande abilità alla matita con una preparazione molto solida. Da lì in poi ho continuato a sperimentare con lo scopo di migliorare. Mi sono concentrato sull’anatomia e sulla recitazione dei personaggi. Spero i lettori abbiamo potuto verificarlo.

Per quanto riguarda la Marvel, invece, ora sei passato sulla testata di The Amazing Spider-Man. Che impatto ha avuto la notizia di dover gestire un’icona così importante per il mondo dei fumetti?

Non mi ha spaventato. In realtà ero molto propositivo e ho pensato potesse essere una buona occasione per la mia carriera. In un certo senso si tratta di un lavoro simile a quello fatto per Invincible, esclusa la violenza ovviamente. Anche l’elemento umoristico ritorna in entrambe le serie, quindi ero molto felice della proposta. Inoltre, dopo la run di Slott credo che Nick Spencer stia facendo un ottimo lavoro

Parliamo un po’ delle tue influenze artistiche…

Ho iniziato a leggere i fumetti a 15 anni. Il primo era Amazing Spider- Man #328 con Todd McFarlane se non sbaglio. Quando ho visto il suo stile ho pensato Questo è quello che vorrei fare. Sicuramente è stato il primo a influenzarmi. Dopodichè son seguiti Erik Larsen , Sam Keith e molti che hanno lavorato alla Image Comics. Moebius e numerosi artisti francesi.

Ultima domanda. Ci daresti una rapida impressione della tua prima volta a Lucca? 

Credo sia incredibile. La cosa sconvolgente è che giro tra i diversi padiglioni e rimango stupito di quanti talenti ci siano qui con una gran tecnica.

 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.