Tunué: Il fiore della Strega di Enrico Orlandi | Recensione

Quando si è piccoli, diventare grandi fa pura. Dal punto di vista sociale, si tratta di un passaggio che da sempre rappresenta un punto cruciale nella vita dell’individuo e la storia antica è ricca di esempi di prove pericolose, alle volte mortali, che dovevano separare nettamente il ragazzo e l’uomo. Ma cosa vuol dire diventare uomo? E che tipo di uomo si può diventare accettando le conseguenze delle proprie azioni? 

Il fiore della strega, volume d’esordio del giovanissimo Enrico Orlandi è il 68esimo titolo della collana Tipitondi della casa editrice Tunué. Un graphic novel dal sapore fantasy, ma con una storia fresca, costruita squisitamente. 

Tami è poco più di un bambino, ma si è allontanato da casa per diventare uomo. Il suo pericolosissimo viaggio lo ha condotto nel lontano nord, fino al villaggio di villaggio di Kariga, dove vivono Mira e della sua famiglia. Qui, grazie alle nuove amicizie e a incontri sovrannaturali, il ragazzo conquisterà una nuova consapevolezza e metterà in discussione i fondamenti della sua importante missione.

Non c’è alcun dubbio che Il fiore della strega sia un lavoro che suscita estremo interesse, meritatamente, ed è notevole considerando il fatto che si tratta di un esordio. Orlandi si è dimostrato più che in grado di costruire un universo coerente ed evocativo, ma in grado di superare la mera dimensione fiabesca. Pur presentando molte delle funzioni narratologiche tradizionali, infatti, Il fiore della strega sovverte lo schema proppiano, infrangendo quel moto circolare che ci si aspetterebbe da una fiaba. In questa infrazione risiede la modernità del racconto e del suo messaggio sotteso. Oltretutto, la mancanza di un narratore o di momenti didascalici, contribuisce ad aumentare il potere di coinvolgimento di questo volume. Il lettore è insieme a Tami ed entrambi sono catapultati in un mondo ostile che affronteranno insieme, pagina dopo pagina.

Questa bella prova con cui Orlandi ha adattato la fiaba, tuttavia, non inficia il sapore fantastico della storia. Il viaggio di Tami, infatti, è ricco di magia tradizioni e di un sapore remoto, esaltato anche dalle tavole, in cui la differenza tra passato e presente viene evidenziata graficamente. Dal punto di vista visivo, ciò che colpisce è la semplicità: essenzialismo, tratto pulito, una palette delicata e gradevole.

In poche parole: Il fiore della strega è un prodotto coerente e piacevole, una lettura che potrà conquistare molto facilmente anche i lettori adulti.

 

Titolo: Il fiore della strega

Autore: Enrico Orlandi

Collana: Tipitondi n. 68

Casa editrice: Tunué

Formato: 19,5×27; pp 112 a colori; brossurato

Classe '92, redattrice. Si avvicina al giornalismo a quindici anni perché è la professione prediletta dei supereroi, o almeno di quei pochi che hanno bisogno di lavorare. Dopo gli studi in Lettere e Linguistica, però, comincia a lavorare nel marketing e diventa un temibile villain. Ironia della sorte. Nel tempo libero ascolta prog e gioca a D&D. Ha scritto per: VelletriLife, Civonline, La Provincia, International Tour Film Festival, Geek Area, With Style, Investor Visa Italy