HOT SHOTS S01E04: Il Miglior Film | Speciale Oscar 2019

Quante volte capita di uscire dal cinema e voler parlare assolutamente di quel film con qualcuno? Stesso discorso per le serie tv. Tutti noi abbiamo delle sensazioni a caldo da voler esprimere non appena terminiamo la visione di un prodotto. La rubrica HOT SHOTS vuole proprio raccogliere queste impressioni (in questo caso del sottoscritto), fornendovi un feedback ancora più immediato. Vista la difficoltà di star dietro a tutto il materiale che quotidianamente ci viene messo davanti agli occhi e la mancanza di tempo che non ci concede di leggerci una di quelle bellissime e lunghe recensioni, HOT SHOTS vuole essere una soluzione per una copertura più completa (non per questo più superficiale) del nostro catalogo cinematografico e televisivo. Per cui, ogni qualvolta ne avrò occasione, sfornerò i miei commenti su un determinato film o serie tv recentemente visti. Così, tanto per farsi una chiacchierata. Io mi divertirò a fornire una rapidissima e leggera analisi del prodotto, voi potrete scegliere se seguire i miei consigli o meno. 

Prima di poter leggere i vincitori nella mattinata di domani, ci dedichiamo dunque ad un rapido scorcio a tutte le pellicole candidate a Miglior Film per gli Oscar di quest’anno. 

Negli episodi precedenti: ATYPICAL; Droga, Pupù e Frozen Yogurt; Calci rotanti, Identità segrete e Anni ’50.

A STAR IS BORN. Durata: 2h 14m. Genere: Drammatico/Romantico

Primo film diretto da Bradley Cooper e terzo rifacimento dopo due musical passati. Fatta questa premessa, il sempre affascinante Bradley se la cava piuttosto bene dietro la macchina da presa. Certo, magari avrei fatto passare meno ore tra un primo piano e un altro ma non ci lamentiamo troppo. 

La trama. È sempre quella. Cantante che abborda una cameriera fino a quel momento mai filata da nessuno e se la porta in tour facendola diventare una star. Ecco, il film è finito. Il problema della pellicola é che non solo si accontenta di un piattume abbastanza becero, ma ti mostra anche tutto il potenziale che ha sprecato visti gli spunti narrativi che lancia ogni tanto. E tu rimani lì, aspettando il punto di svolta che non arriva mai, ma si suicida in un finale abbastanza indifferente e freddo.

Si però le canzoni sono bellissime!

In effetti si, ce ne sono due o tre che ti entrano in testa e ti piace anche che sia stato lo stesso Cooper a scriverne alcune. Scesi dal palco però la solidità del film cede parecchio. Notevole la performance di una Lady Gaga molto umile e quadrata nel ruolo da interpretare.

Si ma la storia d’amore?

Che palle.

Un film molto lontano dal meritare una candidatura o vittoria agli Oscar. Sulla vittoria a Miglior Canzone Originale, quella può esser data quasi per certa.

BOHEMIAN RHAPSODY. Durata: 2h 13m. Genere: Drammatico 

Per i criticoni: intanto non é un film su Freddie Mercury ma sui Queen, se vedeste le cose prima di iniziare a metter mano nelle vostre sinapsi, ahimè in blackout, lo sapreste. I Queen in primis son felici di questo film quindi direi che su questo fronte possiamo star sereni. Una pellicola che trova sicuramente un suo modo di raccontare i fatti, alternando benissimo e con grande trasporto i momenti musicali da quelli più drammatici. 

Io mi son divertito da matti a vederlo. È coinvolgente ma soprattutto ha un ottimo ritmo. I biopic del genere hanno l’inevitabile scaletta da nascita/ascesa/successo/declino che di per sè è devastante per lo spettatore poichè sa già dove andrá a parare tutto. Qui, la scaletta c’è ma é approcciata in maniera molto fresca e leggera. E poi si tratta di una scaletta musicale che rapisce tutti e ci fa emozionare come fossimo lì, tra la folla, ad assistere alla loro arte.

Bohemian Rhapsody é un bellissimo concerto con i dietro le quinte di alcuni dei piú grandi successi del gruppo. Il finale é una bomba atomica che rischia seriamente di far emozionare con la bellissima performance di Rami Malek diretto alla perfezione in ogni movenza. Un progetto forte, deciso ed estremamente spietato. 

Sicuramente merita la candidatura agli Oscar anche se sono un po’ perplesso riguardo l’effettiva vittoria della pellicola vista la concorrenza. Non possiamo però non escludere la possibile vittoria di Rami Malek per Miglior Attore Protagonista.

LA FAVORITA. Durata: 2h 1m. Genere: Drammatico/Comico

La Favorita é una commedia intelligente in cui regna sovrana la zizzania tra donne. Per cui mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo in 2 atti che tre attrici britanniche riescono a mettere in piedi. In effetti per quanto la trama non sia particolarmente interessante (anzi è ripetitiva) , motivo per cui dubito possa aggiudicarsi una statuetta, La Favorita é una pellicola che gioca interamente sulle sue interpreti. E infatti non é un caso che tutte e tre siano candidate.

Coleman, Stone e Weisz sono una tripletta devastante all’interno di una corte volutamente assurda e portata all’eccesso. Continui sotterfugi ed alleanze improbabili ci accompagnano per tutta la durata di un film che deve tutto alla bravura di una Coleman perfetta, una Stone insidiosa e una Weisz maledettamente agguerrita.

La battaglia e i capricci tra le tre continueranno la notte del 24, sul palco delle statuette. Non abbiamo veramente idea di cosa aspettarci.

BLACK PANTHER. Durata: 2h 15m. Genere: Fantascienza

Il cinecomic di cui parlano tutti e che è espressione di quanto l’industria cinematografica sia oramai schiava del suo stesso pubblico.

La pellicola di per sè non è male, anche se presenta momenti con un ritmo molto rallentato, ma ricordiamoci che si tratta di neanche uno tra i migliori cinecomic. Fa il suo lavoro, ma piú di questo non si sbilancia. Insomma come con tutti i film di origini della Marvel. Eppure… il pubblico impazzisce. Lasciamo da parte le polemiche tanto belle quanto inutili e riflettiamo sul potere che oramai lo spettatore ha. La candidatura a Miglior Film non solo è una sconfitta ma un chiaro segno che siamo arrivati alla frutta.

Per il resto ha una bella fotografia e uno storytelling abbastanza solido… però ridimensioniamoci.

ROMA. Durata: 2h 15m. Genere: Drammatico

Tra tutti i candidati spicca il film di Alfonso Cuaròn, unico vero vincitore dell’Oscar per quanto mi riguarda. Con 10 candidature potrá facilmente fare incetta di premi.

Roma è una bellissima lettera d’amore all’infanzia di un regista profondamente intimista e sensibile che muove la camera in maniera eccelsa. Tornando al bianco e nero, con inquadrature studiate nei minimi dettagli, infonde la pellicola di una nostalgia toccante. In un’industria sempre piú sfrenata in cui la quantitá sta contando piú della qualità, Roma è una sveglia fortissima. É un film fatto di piccole cose, gesti e di vita quotidiana. Come se Cuaròn fosse tornato indietro nel tempo e avesse posizionato la macchina da presa nella sua casa d’infanzia, tenendo semplicemente premuto il tasto play.

I personaggi sono fondamentali. Nessun volto particolarmente noto. Sono autentici, genuini e forniscono quella caratteristica popolare che ce li fa percepire ancora più vicini alla vita di tutti i giorni. Cuaròn li mescola agli eventi storici dell’epoca con un risultato spietato, che colpisce dritto al cuore.

Roma ci ricorda i film da cui ormai il cinema contemporaneo ci sta allontanando. Quelli che erano proiezione della visione stessa dell’artista, che avevano qualcosa da dire e quando lo facevano ci regalavano una vera e propria esperienza di vita, colma di riflessioni e spunti che ci avrebbero accompagnato con il ricordo indelebile di quel lavoro.

BLACKkKLANSMAN. Durata: 2h 16m. Genere: Drammatico/Giallo

Effettivamente se devo pensare a una possibile vittoria di questo film la scelta ricadrebbe in quella di Miglior Sceneggiatura non originale. Solo in questa. Le altre 5 categorie cui è candidato non trovano riscontro in un film con un ritmo molto noioso, a tal punto da farmi pensare ‘Ma quando finisce?’ Insomma, leggere la scritta Fine Primo Tempo è stato un duro colpo.

Per il resto la commedia strappa qualche sorriso certo ed è esattamente come piace a Spike Lee visto che gli ha dato l’occasione di presentarsi agli Oscar. E senza neanche tirare fuori mezza polemica!

John David Washington e Adam Driver funzionano come coppia anche se non convincono più di tanto. Danno la percezione di essere più caricature che veri e propri personaggi realmente esistiti. Complice forse la sensazione di ritrovarsi davanti più una situazione surreale che altro. Insomma difficilmente tutto riesce a prendersi sul serio. Come se la burla fosse più grande del film e della realtà stessa.

GREEN BOOK. Durata: 2h 10m. Genere: Drammatico/Commedia

Un film caratterizzato da una leggerezza e semplicità disarmante specialmente se pensiamo agli spunti riflessivi che offre tra un Kentucky fried chicken  e un altro.

La complicità tra un Viggo Mortensen furbo e ‘picciotto’ con un elegante e raffinato Mahershala Ali è definitiva per una pellicola di una linearità da manuale. Riesce ad essere una bellissima pausa di due ore e dieci che, grazie a personaggi scritti in maniera impeccabile, scorrono via come il tour on the road di Don Shirley.

Green Book riesce ad essere tremendamente efficace e diretto ponendo al centro l’amicizia di due uomini appartenenti a due mondi diversi. Sullo sfondo, una mappatura geografica della distribuzione del razzismo sul territorio USA che, fortunatamente, non devia mai di troppo il focus del film.

Peter Farrelly dopo Scemo & Più Scemo procede a raccontare un’altra strana coppia con delle evidenti antitesi all’interno. Il finale è una commovente ciliegina sulla torta per una storia vera conclusasi nel 2013.

Le 5 candidature agli Oscar potrebbero rivelare qualche sorpresa.


VICE
. Durata: 2h 12m. Genere: Drammatico/Commedia

Dopo La Grande Scommessa del 2015, Adam McKay torna ad essere provocatoriamente sfacciato nel raccontare la vicenda di Dick Cheney, abile uomo politico che dagli Anni ’70 in poi manovró e condizionò con grande capacitá e insidia il futuro dell’America.

Christian Bale, alla sua ennesima trasformazione fisica, regala un’altra interpretazione degna di nota. Un attore che oramai tra The Fighter, American Hustle e La Grande Scommessa, abbiamo apprezzato sempre di piú quindi non credo ci sarà da stupirsi se verrà ripagato con una statuetta. Ad affiancarlo ci pensa Amy Adams nel ruolo della moglie, personaggio carismatico e molto influente. La carica infusa nel personaggio potrebbe aver concesso alla Adams una chance per guadagnarsi la statuetta?

McKay riprende dunque gli elementi che avevano reso la sua Scommessa un successo, e lì migliora in una pellicola tanto complessa e intricata quanto adorabilmente spietata e sadica. Continua a divertirsi in un progetto non esente da schieramenti, ma pur sempre giustificati da un elevato livello di documentazione.

Un film completo in cui lo spettatore viene  ingannato più e piú volte, diventando lo zimbello di McKay e di Cheney. L’unica via di fuga è quella di seguire il cammino oscuro e privo di compromessi di una figura tanto discussa.

 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.