Caput Mundi Nero #3 – Tempo da lupi | Recensione

L’organizzazione in branco dei lupi è considerata, da un punto di vista sociale, una delle migliori e più solide strategie per l’equilibrio di una specie. I maschi alfa comandano, i beta pensano ai lupi più deboli. Ognuno presenta un ruolo ben definito da e per cui trarre beneficio. Il branco rappresenta di per sè una forza inarrestabile che, una volta messo in moto, procede verso il suo fine, compatto e spietato. Cosa accade però se un giorno un esponente della specie decide di farsi avanti, sfidando l’alfa, con il desiderio di prevalere? Se l’alfa è sufficientemente forte lo rimette in riga ma se ciò non dovesse accadere, mostrando anche un secondo di esitazione, l’equilibrio crolla… ed è il caos.

Il terzo ed ultimo capitolo di Caput Mundi: Nero è uscito, portandosi dietro rancore e distruzione. Nero è solo, ha perso i suoi fratelli, è un lupo solitario che brancola nel buio sin dall’inizio di questa avventura. Trasportato contro la sua volontà in una vicenda totalmente fuori controllo, si ritrova ora a fare i conti con il suo passato in una condizione che lo ritrae più debole che mai. Sì ha i suoi alleati “mostri”, ma il nemico che deve affrontare va ben oltre la semplice minaccia terroristica. Per vedere chi prevarrà bisognerà rimanere incollati sino all’ultimo pagina dell’albo, ora più che mai. Se l’universo di Caput Mundi ci ha insegnato una cosa, infatti, è che ogni numero osa sempre di più fino a stupirci sia per struttura narrativa che per resa grafica.

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Caduta dal Paradiso è la conclusione di una guerra civile di un branco che non si è risparmiato nel mietere vittime, innocenti e non. Ancora una volta, i mostri si riuniscono attorno al Vaticano, simbolo dell’epilogo della stagione precedente, per darsele di santa ragione e poter essere finalmente lasciati in pace. Un vero e proprio conflitto all’ultimo sangue che esplode in tutta la sua primordialità animalesca al chiaro di luna. Se nella prima stagione ci si era concentrati molto sull’aspetto sovrannaturale dei personaggi e della serie, qui veniamo riportati in una dimensione criminale più realistica con il coinvolgimento della Camorra che intende riequilibrare l’assetto del panorama capitolino. Questo capitolo chiude la partita con una strategia ancora una volta ben giocata ed orchestrata dagli sceneggiatori Dario Sicchio e Michele Monteleone. I due, infatti, hanno dato prova di uno storytelling ben congeniato e solido, procedendo sempre con un ottimo ritmo anche nei momenti meno dinamici. Forse un pelo abusata la retorica fatalista e apocalittica, ma questa considerazione rispecchia un gusto prettamente personale.

Stavolta ai disegni, oltre al sempre presente Pierluigi Minotti, ci pensa Giorgio Spalletta affiancato dai layout di Susanna Mariani. L’impegno che questi giovani talenti hanno impiegato nella narrazione dell’intera storia è stato già segnalato nelle precedenti recensioni ed il ciclo non poteva che concludersi in maniera più che dignitosa con il duo Spalletta/Mariani. Nero è uno spin off che, come si può evincere semplicemente sfogliando gli albi, esige al suo team di stare sempre sul pezzo ed anche in maniera piuttosto severa. Ogni tavola, ogni vignetta è rimpolpata fino all’ultimo spazio tra sangue, vetri rotti, esplosioni e sparatorie. Lo scopo narrativo del comparto grafico, quindi, a cui aggiungiamo anche il lettering di Maria Letizia Mirabella, richiedeva una gran bella fetta dell’attenzione del lettore. Mantenere il ritmo, con le giuste pause e la giusta dose di azione, non è cosa semplice, specialmente se distribuita su più di un numero, cambiando ogni volta disegnatori. Va perciò dato atto a Giulio Antonio Gualtieri, curatore della storia, di aver azzeccato in pieno i nomi e la strategia adottata. 

Il finale aperto ovviamente ci fa pensare alla volontà da parte degli autori nel voler proseguire con altre stagioni o spin off, fornendoci un indice piuttosto preciso della passione che abbia guidato i loro testi. Noi attenderemo insieme a voi che questa eventualità diventi realtà, con l’aspettativa di essere nuovamente sorpresi da una storia che dovrebbe e potrebbe vantare una visibilità ancora maggiore in un panorama italiano, spesso troppo pericolosamente ancorato alle tradizioni. 

caput mundi

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.