Marvel: Gerry Conway parla del Punitore e del fanatismo di chi “abbraccia il simbolo” tra le forze dell’ordine

Nel febbraio del 1974, sulle pagine di The Amazing Spider-Man #129, esordiva il personaggio del Punitore, creato da Gerry Conway e Ross Andru, inizialmente concepito come antagonista minore di Spider-Man, inserito nella prima storyline dello Sciacallo. L’idea iniziale di Conway era molto differente da quello che poi è giunto nelle pagine del Ragno, Frank Castle è finito per diventare l’anti-eroe che è attualmente solo in una fase creativa avanzata.

Gerry Conway ha recentemente rilasciato un’interessante intervista a SyfyWire in cui ne approfondisce la creazione:

Il Punitore era stato originariamente concepito come un villain e non c’era alcuna intenzione di renderlo un antieroe. Tuttavia durante la fase di scrittura della prima storia ho realizzate che era a tutti gli effetti un anti-eroe. Aveva un codice morale che potevo usare per risolvere diversi punti della storia. Erano gli anni ’70, tempi semplici. Avevi una tela bianca e nera su cui scrivere e disegnare, le storyline non si addentravano nella profondità psicologica di questi personaggi. Nella maggior parte dei casi lavoravamo a grandi linee.

Punitore

Da quegli anni il personaggio del Punitore è cresciuto a dismisura, con run memorabili, come quelle di Garth Ennis, Jason Aaron o Chuck Dixon, ed il suo simbolo, il teschio bianco stilizzato, è finito per essere il simbolo della giustizia sommaria, tipica dei vigilanti. Proprio a tal proposito Conway ha delle chiare opinioni riguardo chi, nel campo militare e nelle forze dell’ordine, fatto proprio il simbolo: 

Ne ho già parlato in altre interviste. Per me è disturbante vedere delle figure autoritarie abbracciare l’iconografia del Punitore perché lui rappresenta un fallimento nel sistema giudiziario. Lui dovrebbe rappresentare il collasso dell’autorità sociale e morale, dovrebbe rappresentare quelle persone che non credono più che istituzioni come polizia e militari possano agire in modo giusto e capace. L’anti-eroe vigilante è, fondamentalmente, una critica al sistema giuridico, un esempio del fallimento della società, per questo quando dei poliziotti mettono il logo del Punitore sulle loro macchine o membri dell’esercito cuciono delle toppe sui loro indumenti militari, stanno praticamente prendendo le parti di un nemico del sistema. Stanno abbracciando una mentalità da fuorilegge. Che si pensi che il Punitore sia giustificato o meno, che si ammiri il suo codice etico, rimane sempre un fuorilegge. Lui è un criminale. La polizia non dovrebbe scegliere come simbolo quello di un criminale.

Punitore

Gerry Conway ha poi continuato:

Da un certo punto di vista è come mettere una bandiera Confederata su un palazzo del governo. Il mio punto di vista è: il Punitore è un anti-eroe, qualcuno di cui dovremmo ricordare le radici di criminale e fuorilegge. Se un ufficiale della legge, che rappresenta il sistema giudiziario, mette il simbolo di un criminale sulla sua macchina della polizia, o condivide medagliette commemorative, onorando un criminale, lui o lei sta commettendo un gesto sconsiderato riguardo la propria comprensione della legge.

Fonte: Newsarama

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.