Grant Morrison torna a parlare di Watchmen e chiarisce la sua diatriba con Alan Moore

Tra Alan Moore e Grant Morrison non scorre buon sangue e, sopratutto, a Morrison non piace Watchmen. È un fatto risaputo da anni e sono stanti moltissimi i lettori che, nel corso del tempo, hanno cercato di alimentare una faida finita ancora prima di cominciare. Nonostante qualche sporadico commento, sparso nelle molteplici interviste tenute da Grant Morrison e le pochissime di Alan Moore, nulla più è stato detto… almeno fino a poche ore fa.

Lo scozzese, attualmente in forze su The Green Lantern, nuova miniserie dedicata ad Hal Jordan, ha rilasciato un’intervista a Fill Bleed Vol. 3: Heavy Rotation, rivista a cadenza trimestrale della IDW Publishing. La lunga ed approfondita intervista sarà disponibile all’uscita del numero, tuttavia è stata fornita una corposa anteprima. In questi stralci Morrison chiarisce una volta per tutte il suo parere su Watchmen e l’evoluzione dello scontro con Alan Moore.

Grant Morrison

Di seguito potete trovare le dichiarazioni dello scozzese:

Ho letto Watchmen molte volte. I motivi per cui lo odiai quando avevo 25 anni sono ancora lì, tuttavia oggi lo apprezzo abbastanza, in quanto sono più vecchio e mi piace la struttura della storia e sono affascinato dall’assolutezza che ha. Eppure, proprio per queste stesse ragioni, l’ho odiato. Il fatto che a nessuno dei personaggi sia permesso di essere più intelligente dell’autore mi ha fatto dare di matto. L’uomo più intelligente del mondo è un idiota. Idea un piano per tutta la sua vita, il quale viene vanificato nella fine del libro, in un istante. Lo psichiatra trascorre cinque minuti con Rorschach, lui gli racconta una storia banalissima su come sia diventato un vigilante e lo psichiatra crolla. Sei sei uno psichiatra criminale che lavora con gli uomini in prigione, avrai sentito milioni di quelle storie. Serviva tutto a sottolineare il fatto che il mondo reale è molto diverso da quello dei fumetti supereroistici. 

Nella mia scuola mi hanno insegnato, con piglio presbiteriano scozzese, che la struttura deve essere nascosta: non devi vedere le meccaniche narrative utilizzate dallo scrittore. Con Watchmen non puoi girare pagina senza sentirlo (Alan Moore nda) dire “Guardami, guardami, guardami”. Okay, l’abbiamo capito, amico. Ti hanno cacciato da scuola a 16 anni per aver spacciato acidi. Sei un genio.

L’ho attaccato pubblicamente nei media. Sono stato la prima persona a dire che Watchmen non era poi così buono… a dire il vero ero la sola persona ad averlo mai detto. Quello lo ha fatto arrabbiare, così ho rincarato la dose. Ho detto che Watchmen è l’equivalente di una poesia da 300 pagine scritta da un adolescente nell’ultimo anno di liceo. Mi portavo dietro questo tipo di “trash talk” dai tempi in cui suonavo nella mia band e l’ho usato perché (lavorare nel fumetto) è come essere in una band. Ho portato tutto questo nel mondo del fumetto con me ma non è andata a finire bene. Credo che lo abbia irritato davvero molto.

Alan Moore non mi ha più parlato dopo quell’episodio ed ha iniziato a lanciarmi delle frecciatine. Ha definito Arkham Asylum come uno “stronzo dorato”. Da allora non ho più avuto nulla a che fare con lui e lui non ha più avuto niente a che fare con me. Molti lettori di fumetti credono che ci sia una faida, ma in quanto tale dovrebbe esserci dell’interesse da parte delle persone coinvolte. Io leggo i suoi lavori, lui legge i miei… anche se fa finta di non farlo… ma lo fa.

Era la classica lotta archetipica, tuttavia non era giusta, perché io adoro i suoi lavori. Beh, ce ne sono molte che non mi piacciono, ovviamente, ma è chiaro come lui sia un grande. Siamo cresciuti in tempi molto simili anche se io sono leggermente più giovane. Abbiamo avuto le stesse influenze dalla tv degli anni ’60 e ’70, abbiamo letto gli stessi libri, la stessa fantascienza, la stessa roba, gli stessi fumetti. Poi c’è il fatto che si è addentrato nella magia… siamo due persone estremamente simili ma allo stesso tempo così differenti che dobbiamo per forza scontrarci.

Una spiegazione esaustiva quella di Morrison, che nonostante le critiche nei confronti di un capolavoro senza tempo come Watchmen, sottolinea come i loro attriti siano stati successivamente ingranditi. Moore e Morrison, come sottolineato dallo stesso scozzese, sono molto più simili di quanto si possa credere, ma anche altrettanto differenti, quindi non potremmo attenderci un tipo di rapporto differente. 

Fonte: io9

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.