Confession Tapes: Ilaria Palleschi e Nina si presentano al mondo del fumetto

A Lucca Comics & Games, grazie a BAO Publishing, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ilaria Palleschi, esordiente nel mondo del fumetto con il graphic novel Nina che disagio. Ci ha raccontato la genesi della sua passione per i fumetti, della sua opera e il percorso che ha seguito per riuscire a sedersi dall’altro lato dello stand. 

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Ciao Ilaria! Benvenuta su Fr4med e grazie per il tuo tempo. 

Ciao! Grazie a te. 

Allora, Nina che disagio rappresenta il tuo esordio a fumetti. Raccontaci un po’ il tuo percorso e come mai hai deciso di intraprendere questa carriera. 

Ho sempre disegnato, ricordo che da ragazzina ho visto una mostra di Mattotti ed è lì che ho capito che disegnare può diventare un mestiere. Quindi dopo il liceo ho fatto l’Istituto Europeo di Design a Roma molte persone mi dicevano: “È come se mancassero i balloon ai tuoi disegni”. Il mio disegno stava raccontando qualcosa, ma serviva anche la parte parlata. In effetti è un istinto che ho sempre sentito e ho sempre voluto seguire. Finalmente all’ARF dell’anno scorso ho incontrato BAO e ora sto esordendo con loro nel mondo del fumetto. È il mio primo graphic novel, quindi sono anche un po’ terrorizzata da come possa andare.

Come è nato il rapporto con BAO?

Un bellissimo colpo di fulmine. Sono andata a fare il colloquio durante Job ARF! e la domanda di Michele dopo aver visto il mio portfolio è stata: “Dove sei stata finora?”. Io non riuscivo veramente a crederci. Tutto ciò succedeva un sabato dello scorso maggio e il lunedì successivo ho ricevuto una mail da BAO. Sono stati fantastici, precisi, velocissimi e mi son sentita lusingata perché volevano questa storia.

Quanto c’è di te in Nina? Come hai deciso di raccontare questa storia?

Un pochino Nina mi rappresenta, certo. Ho inserito nella storia alcuni episodi vissuti in prima persona. Nina è arrivata quando mi ero impigliata in una storia complicatissima e difficile, finchè un giorno non è scattata la scintilla e ho subito cercato di elaborare un soggetto. Ho fatto delle tavole di prova e mi sono accorta che il personaggio e la storia c’erano già. Hanno preso forma da soli per fortuna. Insomma, un tempismo perfetto.

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Nel libro, a un certo punto, Nina si sdoppia e deve fare i conti con un altro lato di sè.

Più che un altro lato di se stessa, l’altra Nina. È una proiezione di come vorrebbe essere la vera Nina. Credo sarebbe utile un po’ a tutti trovarsi a combattere con un proprio clone e, letteralmente, “fare i conti con se stessi”.

Hai qualche influenza particolare nelle tue letture che ti abbia portato fino a qui?

Sono appassionata di romanzi americani, Carver, Steinbeck, Kerouac anche se sono abbastanza lontani da quello che ho fatto mi crogiolo un po’ nei loro lavori. Li consideri esempi di chiarezza e pulizia letteraria unica, cosa che ho provato a mantenere anche in Nina. A livello fumettistico ti dico tutti i geni del nostro bellissimo panorama italiano. A livello televisivo e cinematografico sono appassionata di sit-com come Scrubs, che mi influenzano anche sul piano della sceneggiatura. Mi interessa soprattutto per lo studio di una narrazione veloce, mi piace adottare un bel ritmo, per me è importante cercare di accostare anche questo aspetto alla parte disegnata.

Dopo Nina, hai già in mente di raccontare altre storie? 

Forse, dopo un esordio così felice stavo pensando ad una storia un po’ oscura. Non horror sia chiaro. Vorrei fare qualcosa che rispecchi in maniera più critica la nostra contemporaneità. Spero di creare un po’ più di suspense rispetto a Nina [ride, n.d.r.]. Diciamo che ho un paio di storie in cantiere a cui vorrei lavorare con calma, anche se non vorrei aspettare tre anni prima di tirare fuori un nuovo lavoro.

Intervistando diversi personaggi del settore, concludiamo sempre con una domanda che possa far capire a chi ci legge cosa spinga ognuno di voi ad avvicinarsi al mondo del fumetto, cercando di raccogliere i vostri preziosi consigli. Dunque, cosa consigli a chi, come te fino a poco tempo fa, è là fuori cercando di vendere la propria storia? 

Non buttarsi giù, rifiuti e porte chiuse in faccia esistono tanto nel mondo del fumetto, quanto nel “mondo reale” (passatemi il temine). Ogni editore ha una politica, se non si piace a uno non vuol dire che non si piaccia all’altro. Soprattutto, non smettere mai di disegnare perché si migliora sempre. Un anno non va bene, l’altro anno sfondi.

Bene. Ti ringrazio per avermi concesso queste piacevoli quattro chiacchiere insieme. 

Grazie a te, mi ha fatto molto piacere. 

nina

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.