[ANTEPRIMA] Netflix: BABY – Première a Roma con il cast e i primi episodi | Recensione

Martedì 27 Novembre, dietro gentile invito di Netflix, abbiamo avuto modo di presenziare all’anteprima esclusiva di BABY, nuova serie originale italiana prodotta da Fabula Pictures, che si è svolta al cinema Giulio Cesare di Roma. L’evento, in seguito alla proiezione dei primi due episodi (di sei) della miniserie, ha ritagliato uno spazio di confronto tra il pubblico della stampa ed il cast tecnico ed attoriale del prodotto. La conferenza è stata moderata da Francesco Alò. Forniamo dunque un rapido resoconto, con qualche riflessione su quanto visto.

Baby è una storia di formazione che esplora le vite segrete degli adolescenti di Roma. Liberamente ispirata ad una storia vera, lo scandalo delle baby squillo scoppiato a Roma nell’estate 2014, la serie racconta le vicende di un gruppo di ragazzi dei Parioli in cerca della propria identità e indipendenza tra amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi.

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Si è iniziato con la spiegazione di come tutto sia nato, precisamente a Maggio dell’anno scorso a Los Angeles.In particolare, è stata sottolineata l’estrema velocità e decisione con cui si è dato il via al progetto ed il motivo per cui una storia del genere potrebbe raggiungere 190 paesi.

Ne parla meglio Kelly Luegenbiehl, Vice Presidente International Originals

Circa un anno fa, all’anteprima di Suburra, abbiamo conosciuto i Grams. Quello che a noi piaceva era l’idea di realizzare qualcosa che fosse autentico, fresco per un pubblico adulto giovane. Trovare un prodotto del genere scritto da giovani adulti è però molto raro. Questo ha reso la serie un qualcosa che dovevamo assolutamente realizzare.

La prima cosa che cerchi quando vuoi realizzare una serie è la specificità. Questa ce l’ha perchè quando la vedi entri immediatamente in questo quarteire, comunità. Ti innamori dei personaggi e questi sono quelli che consentono alla serie di viaggiare nel mondo.

La discussione è proseguita con i due registi della serie, Andrea De Sica e Anna Negri, che hanno raccontato come sia stato dividere il ruolo da regista evidenziando il confronto molto utile tra punto di vista maschile e femminile.

Per me è stata una grandissima opportunità. Ho fatto solo un film e non era molto commericale. L’idea di essere stato chiamato per dar la mia visione a questa serie è stata intrigante. Non volevano qualcosa che avesse delle formule già viste. Ho visto BABY che erano 3 pagine. In 10 mesi sono diventate 6 episodi. Un processo molto intenso. I ragazzi sono la serie, lo spettacolo da vedere. Anche vederlo con Anna, chè è stato il punto di vista femminile mi ha fatto vivere un’esperienza molto bella.

Aggiunge Anna Negri

Avevo un po’ il compito di portare uno sguardo femminile. Mi son trovata con un racconto cosi empatico. Non era solo una questione di genere ma anche di generazioni. Credo che entrambi siamo riusciti ad avere uno sguardo corale. Questo disagio che attraversa tutti i personaggi e dà loro un respiro è un aspetto che ho trovato molto affascinante.

La conferenza è proseguita con l’intervento degli headwriter Isabella Aguilar e Giacomo Durzi che ci hanno tenuto a precisare quanto sia stato bello ed utile lavorare con un collettivo giovane e fresco come i GRAMS. Fattore molto importante per loro era che venisse finalmente data rilevanza e fiducia ai giovani risultando in un gioco di squadra vincente e motivante.

A questo punto c’è uno switch ed a salire sul palco c’è il cast. Tra questi, in particolare Benedetta Porcaroli (Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Isabella Ferrari (Simonetta, mamma di Ludovica), Claudia Pandolfi (Monica) e Riccardo Mandolini (Damiano), ci hanno tenuto a fornire qualche precisazione in più sui loro personaggi.

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Benedetta ha parlato delle luci ed ombre che costellano il suo personaggio

Mi sono innamorata subito di lei. Come se avesse vissuto la sua vita facendo delle cose perchè la gente si aspetti che lei le faccia. In realtà non è cosi. C’è un grande cambiamento che in qualche modo rivela il suo reale carattere. La prima volta che Chiara fa delle scelte sue. Poter dare una parte di luce e ombra è stato il fattore principale per far capire quanto sia complessa quest’età e questo passaggio difficilissimo tra adolescenza ed età adulta.

Alice ha fornito un inside look a Ludovica ed al suo rapporto con Chiara

Ludovica credo che sia molto fragile. Luce e buio, ma al contrario di Chiara. Ed è per questo che si trovano così tanto. Ludovica cerca rapporti autentici, amore e sicurezza, sempre alla ricerca di un rapporto stabile con la sua famiglia. Forse è proprio questa che la rende così tormentata. Quando l’ho letta in sceneggiatura mi sono commossa. Spero di esser riuscita a renderle giustizia sulla camera.

Ha proseguito Isabella Ferrari definendo Simonetta come un personaggio a cui ho voluto molto bene. Ingenua, fragile, un po’ incapace di prendere in mano le cose pratiche della vita.

Claudia Pandolfi, invece, ci ha parlato di Monica, apparentemente serena ma con un background piuttosto imprevedibile

Monica non si svela. Devi un po’ interpretarla. Lei è l’insegnante di ginnastica di atletica delle ragazze. Non è più vicina alla loro età. Apparentemente è a posto e realizzata, era un’atleta molto in gamba poi la vita ti pone di fronte a degli ostacoli.  Donna concreta e molto seria è continuamente stimolata dalla disinibizione dei ragazzi.Il suo rapporto con l’ambasciatore è un po’ intorpidito. Ha un’evoluzione interiore che partirà dal basso e di cui lei stessa si sorprenderà. I suo movimenti emotivi di Monica sono qualcosa di sorprendente e molto interessante.

Infine, è intervenuto Riccardo Mandolini, alla sua prima interpretazione, parlandoci del suo tenebroso ma fragile Damiano

Damiano è un pesce fuor d’acqua ovunque si trovi, a scuola, a casa. Ha un rapporrto molto particolare con il padre e con  con Chiara, anche se diversamente. Si tratta della mia prima esperienza e della mia prima conferenza stampa quindi sono un po’ emozionata [ride, n.d.r.]

Forniamo ora delle rapide riflessioni sui primi due episodi visti in anteprima alla première.

BABY, come già sottolineato, prende liberamente spunto dal giro di prostituzione minorile che nel 2014 ha invaso il quartiere romano dei Parioli. Le prime due puntate di questo film in sei atti introducono velocemente ed in maniera ben studiata i personaggi di una Roma fatta di eccessi, lussuria e aspettative. Il confronto tra le figure giovani e le loro rispettive famiglie è un ottimo terreno per uno scontro generazionale, ben bilanciato dagli sceneggiatori del GRAMS. Ogni personaggio ha il suo giusto spazio, permettendo allo spettatore di inquadrarne subito pregi e difetti. Sebbene la proiezione in anteprima probabilmente pecchi di un episodio in meno, riesce comunque ad incuriosire a sufficienza grazie all’atmosfera di luci ed ombre già citata nella conferenza stampa. In particolar modo, un cast per lo più giovane riesce tutto sommato a funzionare. Notevole la performance di Benedetta Porcaroli che con estrema naturalezza fa suo un ruolo non propriamente semplice che son sicuro riserverà parecchie sorprese e cambiamenti. Al momento, BABY è una sorta di ELITE italiano, solo molto più solido e credibile, nonostante in alcuni momenti vengano edulcorati un po’ troppo i dialoghi, mancando di quella spontaneità tipica del territorio. Insomma, domani avremo modo di completare la nostra visione di insieme. La strategia di una durata non eccessivamente lunga degli episodi (quaranta minuti circa), secondo il mio parere, può rivelarsi vincente garantendo una maratona molto più compatta e scorrevole di una miniserie pronta a svelare le sue ombre. La regia ferma e decisa di Andrea De Sica ed Anna Negri si sposa benissimo con la colonna sonora di Yakamoto Kotzuga in grado di generare un clima di costante tensione, pronto ad esplodere. Insieme ai GRAMS, ci fanno capire che hanno il loro modo di arrivare alle cose, non c’è fretta. Quattro episodi sono ancora molti, staremo a vedere.

Nel cast principale troviamo: Benedetta Porcaroli, Alice Pagani, Chabeli Sastre Gonzalez, Riccardo Mandolini, Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Paolo Calabresi, Brando Pacitto, Mirko Trovato

 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.