saldaPress: Kill The Minotaur – Fuggite, sciocchi! | Recensione

Udite! Udite! saldaPress, stavolta, ci riporta  indietro nel tempo, di molti, moltissimi anni. Al tempo dei miti e delle leggende, nell’Antica Grecia, e va alla carica con il Minotauro. Prima di proseguire con il volume però, rinfreschiamo la memoria agli arrugginiti. Nella mitologia il Minotauro non è altri che il figlio di Pasifae, moglie del re di Creta Minosse, e di un toro che venne mandato al re da Poseidone a patto che venisse sacrificato. Minosse rifiutò e Poseidone, offeso, fece innamorare la moglie dell’animale. Da quell’unione nacque l’incarnazione della violenza, un essere metà uomo metà toro: il Minotauro. Da qui in poi si prosegue con la vicenda del Labirinto e dell’avventura di Teseo, perno attorno a cui ruota tutta la narrazione di Kill The Minotaur. Il graphic novel scritto da Chris Pasetto e Christian Cantamessa, disegnato da Lukas Ketner e colorato da Jean-Francois Beaulieu, trova ampia giustizia in un cartonato che non può non affascinare semplicemente sfogliandolo.

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Il sottoscritto adora la mitologia, o almeno era praticamente il mio argomento preferito a scuola. Il fascino allegorico che racchiude un mito apre le porte a riflessioni tali da poter fantasticare come non mai. Il fatto che sia tutto un vastissimo universo con anche una buona dose di continuity, consente a chiunque di esprimersi attraverso le gesta eroiche o meno dei suoi personaggi. Kill The Minotaur consente ai suoi autori di tirare fuori un prodotto che aggiunge quel quid in più ad una storia di per sé già spaventosa e oscura, e di renderla ancora più horror mescolandola con un pizzico di fantascienza. D’altronde la caratteristica del mito è quella di essere tramandato in maniera orale di persona in persona, cambiando costantemente alcuni dettagli, quindi perché no? La formula che ne scaturisce ci fa pensare che un adattamento cinematografico (già in programmazione) può solamente essere la ciliegina sulla torta di una storia con il potenziale per poter fare una grande figura sul grande schermo. Kill The Minotaur è la personificazione della scorrevolezza, con un rapidissimo susseguirsi di eventi e gli giusti stacchi narrativi, potrebbe rapirvi a tal punto da farvi occupare i vostri prossimi 20 minuti in maniera del tutto proficua. Anche voi inizierete a guardarvi le spalle, in attesa che quel suono, quell’orrendo verso si manifesti sulle pagine, solo per poi capire che oramai è troppo tardi per scappare.

La vicenda, grazie al ritmo esemplare impartitogli, intrappola il lettore in una maratona quasi obbligatoria verso il traguardo. Il climax ascendente che Pasetto e Cantamessa impongono, incalza tra le urla degli sventurati che cadono sotto l’inesorabile giudizio e massacro della creatura. Non a caso, il Minotauro si trova a guardia del cerchio dei violenti nella Divina Commedia. L’incarnazione dell’eccesso e dell’istinto primordiale. L’uomo senza ragione che uccide per il gusto di farlo. Numerosi sono i significati che può assumere un essere dal ricco compartimento simbolico, uno più inquietante di un altro. Questo, unito alle panoramiche realizzate da Ketner e Beaulieu, regalano una maestosità ancora maggiore, con estrema attenzione per il dettaglio. I colori sono il fiore all’occhiello per il lettore che può mettersi comodo e procedere nella lettura che nulla risparmia. Neanche le potentissime splash page.

In sintesi, Kill The Minotaur è il terreno di scontro perfetto per un lettore desideroso di azione, avventura e suspense. Ogni pagina è un passo in più verso un incombente destino: diventare parte del Labirinto stesso o venire smembrati dalla bestia. Quale dei due vi farà perdere la testa per primi?

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Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.