Coconino: ‘Sabrina’ di Nick Drnaso – Un’epopea (dis)umanizzante tra fake news, incomunicabilità e complottismo | Recensione

Ogni anno sono innumerevoli i libri che vengono pubblicati nel panorama fumettistico mondiale. Solitamente ognuno di questi viene presentato dalla casa editrice di riferimento come un lavoro ottimo, da non perdere, di cui andare orgogliosi. Pur dando credito alla buona fede agli editori, è chiaro come uffici stampa e sezioni marketing debbano obbligatoriamente inserire queste descrizioni entusiaste: la pubblicazione è un investimento ed in quanto tale deve generare un guadagno.

Ora, nella quarta di copertina di Sabrina, il nuovo graphic novel di Nick Drnaso, possiamo trovare pareri entusiastici di importanti nomi come Zadie Smith, Andrian Tomine, Jonathan Lethem e Chris Ware. Solitamente tendo a non dare troppo peso a tali affermazioni; come già detto poc’anzi, si dovrà obbligatoriamente trattare di pareri positivi che elogiano il volume. Ciononostante trovo sempre interessante leggerli, un po’ per vedere fino a che punto possano essere lusinghieri, ma, sopratutto, per comprendere – a fine lettura – se il messaggio giunto a me rispecchia effettivamente quello di uno dei “commentatori”. 

Il commento di Zadie Smith, selezionato da Coconino, riassume in maniera molto più chiara il discorso:

Sabrina, di Nick Drnaso, è il miglior libro -di qualsiasi genere- che abbia mai letto sul periodo che stiamo attraversando. E’ un capolavoro, scritto ed illustrato in maniera magistrale, che porta con sé tutto il peso politico della provocazione, eppure è pervaso della profonda delicatezza propria dell’arte. Mi ha spaventata. L’ho amato.

Un commento forte, sopratutto se contestualizzato. Il momento storico e socio-politico che stiamo attualmente vivendo è delicatissimo e pretendere di definire un lavoro come la miglior espressione del periodo corrente potrebbe essere quantomeno azzardato, se non pretenzioso.

Forse.

Eppure Zadie Smith non è certo una sprovveduta, stiamo pur sempre parlando di una saggista e scrittrice, il cui talento, negli ultimi anni, è diventato chiaro ai più, tanto da definirla come una delle autrici inglesi più promettenti. Una fonte di tutto rispetto.

Tuttavia… io sono diffidente. Un commento simile era davvero troppo adulatorio.

Non mi è restato altro da fare: ho letto Sabrina. Ho riflettuto prima di leggerlo, ho riflettuto durante la lettura e continuo a riflettere ora, durante la stesura di questo pezzo, a qualche tempo di distanza. Sabrina è uno di quei libri che mette in moto meccanismi inaspettati, accompagnandoti sulla lunga distanza. È, dunque, un titolo così buono? C’è del vero, almeno in parte, in quanto affermato da Zadie Smith?

Sinceramente non credo che la Coconino abbia fatto la scelta inserendo tale commento in quarta di copertina. Io lo avrei messo… ovunque. Quel commento riassume perfettamente – meglio di quanto potrà fare questa tediosa recensione – l’essenza del titolo che, senza troppi convenevoli, potrebbe essere definito come uno dei migliori fumetti degli ultimi anni e, forse, il libro più bello pubblicato dalla casa editrice durante l’anno in ambito di proposte inedite estere.

Che Nick Drnaso fosse uno degli autori più visionari dell’attuale scena fumettistica era già chiaro grazie al suo precedente lavoro, Beverly, una raccolta di racconti brevi. Tuttavia nessuno poteva prevedere un prodotto come Sabrina. Drnaso dà vita ad uno di quei libri che saranno tranquillamente ricordati come capolavori generazionali, riuscendo ad esprimere in esso – ed attraverso esso – tutto l’opprimente disagio dell’attualità e dei mostri che ci circondano, cibandosi delle tragedie consumate giornalmente, dall’aspetto non dissimile di chi il delitto lo consuma.

Ma di cosa stiamo realmente parlando e, sopratutto, chi è Sabrina?

 

Sabrina, introdotta nelle prime pagine del graphic novel, è l’espediente narrativo che darà vita alla storia e sconvolgerà le vite di tutti  i personaggi che vedremo in balìa degli eventi. Sabrina fa la sua fugace comparsa per alcune pagine, premonitrici, che ci restituiscono un semplice stralcio di vita, fatto di piccoli gesti e progetti per un futuro che sembra tanto vicino quanto certo. Viviamo momenti del tutto ordinari, che, nel quadro d’insieme, forti della minuziosa narrazione di Drnaso, acquisteranno un significato enorme, dando valenza anche al più piccolo dei gesti. Nei lavori dell’autore nulla viene dato per scontato, grazie anche ad uno stile grafico serrato e delle griglie che pongono l’accento su ogni azione compiuta dai protagonisti.

Sarà l’unico contatto che avremo con il personaggio che dà il nome al libro e che campeggia nella copertina dai colori piatti. Sabrina svanirà nel nulla e sarà proprio questo avvenimento a dar via al calvario che ci appresteremo ad affrontare. Avremo modo di vedere come le persone più vicine alla ragazza affronteranno una delle più grandi paure umane, il tutto contestualizzato con il male che affligge i tempi moderni, fatto di media famelici, fake news, analfabetismo funzionale e complottismo. Il tutto senza tralasciare le tanto care contraddizioni della società americana post 9/11 che, in un momento storico come quello dettato dalla Presidenza Trump, sembrano più attuali che mai.

La narrazione si focalizzerà sulle scelte di Teddy, il compagno di Sabrina, e le sue reazioni alla luce di un momento così tragico. Il crollo nervoso, da cui scaturirà l’apatìa squarciata da solitarie grida, porta il giovane ad abbandonare Chicago per rifugiarsi in Colorado da Calvin, amico d’infanzia con cui non ha contatti da anni, in forze nell’esercito americano. La narrazione si snoderà nell’anno successivo, mostrandoci gli stralci più significativi della convivenza dei due, fatta di enormi silenzi e dialoghi colmi di un disagio umano che esprime al meglio la sofferenza di un simile vissuto, declinazione di una società frammentata. Torna, prepotentemente, un tema già caro a Drnaso, quale l’incomunicabilità che qui trova la massima espressione, costruendo muri ogni dove dando, insieme alla griglia squisitamente soffocante, un senso claustrofobico che restituisce il terrore di una vita trascorsa nella speranza, che si va affievolendo con l’incidere dei secondi, dei minuti, delle ore, dei giorni.

L’altro lato che fa raggiungere all’opera lo status di titolo candidato al Man Booker Prize 2018 è una vera e propria testimonianza del folle accanimento mediatico che casi di cronaca simili attirano. Drnaso ci fornisce una retrospettiva disillusa di come, nel ventunesimo secolo, i casi non vengano più risolti nelle aule di tribunale in seguito a processi legalmente svolti ma tra i commenti di articoli in cui la disinformazione regna sovrana, nel tentativo di generare più traffico, più letture, più condivisioni.

Drnaso ci mostra l’orrore dietro il giornalismo da quattro soldi che spopola sul web, dei mostri che crea e di quello che direttamente ed indirettamente va a generare. Ci mostra come l’essere umano sia profondamente e perversamente attratto dalla sofferenza altrui e come, in tal modo, il caso di Sabrina diventi un morboso ritrovo di complottisti. Perché è anche questa l’America post 11 settembre, post Columbine e post Sandy Hook, dove censura e complottismo sono andati oltre, legittimando chi si sente in dovere di gridare i propri deliri ai quattro venti generando allarmismo, odio, paura. E sono questi i sentimenti che pervadono il lavoro, che si nutrono di ciò, generando un circolo senza fine fatto di intolleranza e convinzioni completamente infondate.

Ogni notizia è falsa.
Ogni fatto è costruito.
Ogni esperienza è finta.

Tutto è pilotato
Tutto è frutto di macchinazioni.

Tutto è parte di un più grande piano volto al controllo delle masse.

Dobbiamo svegliarci!
Dobbiamo armarci!

Vi ricorda nulla?

A Nick Drnaso si. L’autore spiega come dietro tali manifestazioni, di cui spesso si ride e a cui si da poco peso, ci siano persone in carne ed ossa, che potrebbero essere davvero pronte… finendo per prendere il posto di quei terroristi che tanto temono. Leggendo Sabrina vengono a galla le più profonde paure che negli ultimi anni tutti ci siamo ritrovati a provare e di cui, magari, ci siamo sentiti anche in colpa.

C’è il terrore che ogni situazione possa avere un risvolto tragico, malato, con il pensiero legato indissolubilmente al dolore e al peggiore degli scenari. Drnaso, attraverso una narrazione ed una costruzione semplicemente perfetta degli eventi ci porta a diffidare di tutti i suoi personaggi, facendoci sperimentare in prima persona il loro stato d’animo perennemente allertato, portandoci a sperimentare quei preconcetti – che così veemente condanna – proprio nei confronti delle sue creazioni, che, pur essendo delineate da un tratto tanto piatto, quasi bidimensionale, assumono una tangibilità sconcertante. 

Lo stesso autore, nelle primissime pagine, tra le poche in cui Sabrina appare, fa dire allo stesso personaggio ciò che il fumetto lascerà al lettore. In una conversazione con la sorella, a proposito di un libro appena letto, la ragazza afferma:

Ci sono delle idee interessanti ma quando l’ho finito mi sono sentita vuota.

Ed è esattamente questo che dovrete aspettarvi da Sabrina. Un senso di vuoto, dall’accezione anche parzialmente positiva. Uno vuoto dovuto alla completa esternazione di quel veleno che si annida in ognuno di noi, cibato dalla paura, dagli sguardi e dalle convinzioni infondate figlie di una condizione umana deprecabile che, tuttavia, ha comunque un possibile margine di cambiamento.

Nonostante il claustrofobico suggerimento che non vi sia più possibilità di redenzione, che il marcio sia nostro “signore e pastore“, in quanto condizione d’esistenza prediletta per la vita umana, Drnaso ci dà un epilogo con un piccolo spiraglio verso una nuova vita da poter realizzare e non solo idealizzare. Ogni singolo personaggio costruito dall’autore è un essere umano estremamente fallace, pieno di difetti, che, durante lo svolgimento degli eventi, commette sbagli e mostra la propria vera natura, come Calvin, le cui scelte, nonché i dettagli disseminati riguardanti il suo passato ed il modo che ha di approcciare la vita, danno molto da pensare. Ma in quanto tali c’è possibilità di ravvedersi, no?

Anche in questo caso… forse.

Dopo questa dissertazione il consiglio migliore da darvi è anche il più basilare: leggete Sabrina. Soffrite e riflettete con un vero gigante dell’attuale scena fumettistica quale Nick Drnaso. Ne uscirete svuotati. Ne uscirete rinati.

Classe ’95, ternano. Fondatore e redattore di Fr4med. Finisce per incastrasi, sin da piccolissimo, in un vortice fatto di musica rock, fumetti, libri e film. Si immola per la patria intraprendendo il cammino degli studi classici da cui viene cambiato nella mente e nel corpo… almeno così dice. Saccente, indisponente e presuntuoso sembra abbia anche dei difetti, di cui, tuttavia, nessuno risulta essere a conoscenza. Ha scritto per Metallized e Geek Area.