Confession Tapes: Caput Mundi – Nero raccontato da Sicchio, Mobili e Spalletta

Al Lucca Comics & Games 2018 abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere al volo con Dario Sicchio e Francesco Mobili, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore, insieme a Michele Monteleone e Pierluigi Minotti, del primo numero della miniserie dedicata all’universo Cosmo di Caput Mundi. Dopo la prima stagione diamo dunque il benvenuto a Nero. Vediamo di saperne qualcosina in più.

Allora Dario, raccontaci un po’ cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova avventura. 

Sicchio: Diciamo che questa è a metà tra uno spin-off e una seconda stagione, nel senso che il progetto si chiama appunto Caput Mundi: Nero proprio perché sostanzialmente è il seguito della prima stagione, quindi una seconda stagione ma nell’ottica di voler creare un universo condiviso. Non potevamo ovviamente andare avanti solo con una serie corale. Avevamo bisogno di iniziare ad approfondire e dare corpo ai singoli personaggi. Naturalmente siamo partiti da Nero perché è stato il mostro che ha inaugurato Caput Mundi essendo il primo presentato nella vecchia stagione. È stato molto apprezzato dal pubblico, molti l’hanno trovato il personaggio migliore. Paradossalmente il personaggio più presente e su cui era stato detto di meno a livello di background, e quindi abbiamo deciso di improntare questa nuova serie su di lui.

caput mundi

Il progetto prevede un totale di tre numeri. Era stato pensato così sin dall’inizio o volevate dargli più spazio?

Sicchio: Allora il progetto in realtà era ancora più ristretto. Doveva essere talmente uno spin-off che da risultare un one-shot, però di più pagine. Dopodiché io e Michele abbiamo iniziato a lavorarci e ad espandere l’idea. Quindi mentre la prima stagione era ancora in corso lavoravamo al pitch del one-shot. La prima stagione stava andando molto bene a livello di vendite, quindi si è deciso di dargli tre numeri anziché uno solo. Quindi in realtà è stata un’espansione rispetto a quello che era il progetto originale.

Ogni numero avrà un disegnatore diverso, il primo numero avrà Francesco Mobili. Come è nato il rapporto con lui? 

Sicchio: Il processo di selezione è stato il più genuino possibile. Francesco aveva mandato il suo portfolio durante un appello online che Michele aveva fatto, le tavole erano stupende e noi gli abbiamo mandato le tavole di prova. Ha fatto le prove come ogni disegnatore per Caput Mundi. Le abbiamo viste e abbiamo pensato “questo è scemo che vuole lavora per noi”. Poi l’hanno viste Giulio e l’editore e hanno detto la stessa cosa. Ovviamente il punto è che la qualità del suo lavoro era indiscutibile. Il suo tratto dettagliato e tenebroso era perfetto per il progetto e gli abbiamo voluto bene da subito.

Francesco, tu invece come ti sei trovato a lavorare su una storia come quella narrata in Caput Mundi? 

Mobili: Mi sono trovato particolarmente bene perché è una serie che si è adattata molto al mio stile dall’approccio abbastanza dinamico e americano possiamo dire. Effettivamente il numero era molto portato a questa cosa: splash pages, tanta azione, tanta recitazione. Quindi alla fine è stato non dico semplice, perché mi caricavano di splash pages con cento persone per volta, però è stato sicuramente bello.

caput mundi

Verso la fine della chiacchierata ci ha raggiunto anche Giorgio Spalletta, disegnatore del terzo ed ultimo numero di Nero. Ne abbiamo approfittato per sentire anche le sue impressioni a riguardo.

Spalletta: Io sarò sul numero tre di Caput Mundi. Il mio ruolo è stato il peggiore di tutti perché come lettore di Caput Mundi ho avuto tutti gli spoiler sul finale perché lo dovevo disegnare io. Quindi è stata un’esperienza tragica da quel punto di vista ma sono molto contento di lavorare con Dario perché era una cosa che volevamo da tanto tempo. Fondamentalmente lavoro perché sono amico dello sceneggiatore [ride, n.d.r.]

 

Chiudiamo con qualche nostra riflessione sul primo numero di questa miniserie. 

Normalmente è consuetudine usare spesso la frase ‘abbiamo avuto il piacere di leggere…’. Visto che non sono un amante delle parole usate a sproposito mi sembra proprio che questa possa essere l’occasione giusta per dire che abbiamo avuto non solo il piacere ma il divertimento di leggere il primo numero intitolato L’Inferno è Vuoto. Tenebroso e adrenalinico, non può non ritornarci in mente con una sentita nostalgia il numero d’esordio di Caput Mundi in cui tutto assumeva un aspetto ben pianificato e devastante. Concentrarsi su un singolo personaggio, il più amato tra l’altro, si rivela essere una strategia necessaria per una serie che aveva precedentemente perso colpi proprio per la struttura troppo corale e caotica. Nero ed il team creativo che si occuperà di lui, non poteva essere accelerata migliore. Roma è tornata e probabilmente è in mani peggiori. In attesa dell’uscita del secondo numero che avverrà il 6 Dicembre, noi torniamo a goderci le splash page che tanto ha amato Mobili e a farci schiaffeggiare dal violentissimo lettering di Maria Letizia Mirabella. Poi c’è Marco Mastrazzo, che continua imperterrito a maturare illustrazioni decisamente fuori scala. Sbucato all’improvviso si è subito imposto sul mercato con dei lavori che ci fanno venire voglia di averne una raccolta da sfogliare.

P.S. Non serve aver letto la prima stagione per capire gli eventi di Nero

caput mundi

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.