saldaPress: Shipwreck – Piacere, Warren Ellis | Recensione

Il 20 Settembre 2018 è uscito in Italia per saldaPress un nuovo titolo della collana americana Aftershock Comics, Shipwreck. Mi ritrovo qui a parlarne con piacere poiché, nonostante non sempre ami lo stile ricercato e visionario di Warren Ellis, credo che Shipwreck possa essere un buon punto di partenza per chi si debba approcciare a questo autore. Se infatti vi siete sempre mostrati timidi nell’acquisto di una sua storia, stavolta non abbiate paura e allungate serenamente la mano sullo scaffale. Tra le mani avrete un piccolo biglietto da visita, arricchito dai disegni di Phil Hester e dai colori di Mark Englert.

Già leggendo la prefazione si può venire intrigati dalle impressioni di un Jeff Lemire (si, proprio lui!) entusiasta come un bambino per una storia di cui continuerà ancora a lungo a rimandare il finale. Uno scienziato ed un folle viaggio in un mondo parallelo sarà il focus di una narrazione autoconclusiva che sarà un’ottima palestra per i vostri neuroni. Seppur l’avventura possa risultare piuttosto piatta nella caratterizzazione dei personaggi, rappresenta comunque una passeggiata piacevole nel mondo di Ellis. Ci sono alcuni tra i suoi elementi preferiti: la scienza, il progresso al confine con il misticismo, l’assurdo e una narrazione che si snoda pagina dopo pagina, creando sempre più domande che risposte. Anche questi, come i personaggi, non vengono sfruttati egregiamente. Se non altro però, vengono presentati quasi come messi in vetrina per nuovi eventuali lettori. Chi ha già letto altre opere più note di Ellis avrà sicuramente da ridire su una storia piuttosto scialba e accomodante, mentre per i più freschi è una buona presentazione di quel che li aspetta (all’ennesima potenza) negli altri lavori. Sicuramente si tratta di una lettura molto scorrevole per quanto all’inizio possa sembrare richiedere un particolare impegno. La narrazione viene facilitata e accompagnata da una resa visiva che alleggerisce il carico delle 144 pagine.

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Mi trovo dunque a concordare con Lemire quando afferma che la vera motivazione della lettura del volume, siano i disegni di Phil Hester che, uniti alle chine di Eric Gapstur, sono una piacevole manifestazione del mondo contorto che ci viene qui svelato. Si adattano bene alle volontà dell’autore e garantiscono un effetto a tratti anche un po’ psichedelico, donando alla storia quel lato stralunato che irrita e allo stesso tempo intriga il lettore. I colori di Englert sono il complemento perfetto ad accentuare questo fattore. La scelta di silenziare le prime tavole di ogni capitolo, ci permette di raccogliere le idee su quanto appreso precedentemente e di unire i pezzi di un puzzle che troverà la sua fine in un epilogo enigmatico e quasi poetico.

Shipwreck, in conclusione, è un buon inizio per i novellini e una parentesi dimenticabile per i più esperti. Ma, se fossi in voi, non mi farei comunque fermare da un graphic novel che nasconde un ottimo, semplice e diretto esempio di una sceneggiatura che mostra quanto l’intesa con il disegnatore sia un’arma fondamentale. D’altronde, non ci credo che tutte le vostre letture siano capolavori . Alcune, sono semplicemente belle da sfogliare.

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Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.