RW Edizioni: Batman Rebirth Vol.1 & 2 – Le prime due sedute del Dr. King | Recensione

Negli USA, numero dopo numero, la run di Tom King sulla testata di Batman sta facendo parlare di sè con ottimi riscontri da parte di critica e pubblico. Con i due volumi (entrambi in formato brossurato e cartonato) di RW Edizioni, che raccolgono i primi due archi narrativi di Io sono Gotham e Io sono suicida, fino all’uscita americana #15, abbiamo modo di affacciarci sulle intenzioni che lo sceneggiatore nutre per il Cavaliere Oscuro. In più hanno dato a me l’opportunità di dare un’accelerata al recupero del Rebirth del signor Wayne.

Nel primo arco Io sono Gotham, Batman, con un nuovo costume e un nuovo aiutante, è pronto a dedicarsi a quello che sa far meglio: tentare di salvare Gotham da se stessa. Nella metropoli, infatti, sono improvvisamente approdati due nuovissimi supereroi, pronti a mettersi in prima linea per difendere la metropoli. Quanto ci vorrà perché il loro nobile animo venga corrotto da una città in cui non c’è spazio per le buone intenzioni, sempre più prossimo all’autodistruzione? Io sono Gotham non è solo l’introduzione ad un nuovo Batman, ma a una realtà autoriale destinata a lasciare una bella impronta nella storia del personaggio.

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King, che gestirà la testata per circa 100 numeri, fornisce così ai lettori il suo biglietto da visita con una storia non particolarmente esaltante o d’impatto. Eppure non possiamo non notare come, con lo svolgersi degli eventi, l’autore eviti di precludersi un approfondimento psicologico del Pipistrello senza fronzoli e piuttosto immediato. King, sin da subito, vuole giustamente mostrarci che sa quel che sta facendo, quasi comunicando di non preoccuparci poiché Batman è in buone mani. In effetti, di pagina in pagina, e soprattutto proseguendo con il ciclo Io sono suicida nel secondo volume, non possiamo non venire persuasi da questa idea. Il lettore percepisce le solide basi su cui l’autore vuole costruire il suo lungo percorso, che possiamo già chiaramente intendere avrà come co-protagonista Catwoman. La strategia di King, però, non ha il suo focus solo sui protagonisti, bensì su tutti i personaggi che riesce a mettere su tavola. Ognuno ricopre il suo tassello in un puzzle ben disposto, pronto ad essere ricomposto pezzo dopo pezzo. Lo vediamo appunto con la sua Suicide Squad scelta per recuperare lo Psicopirata da Bane. Attraverso dialoghi essenziali, ma costruiti ad hoc per le sue pedine, King ci mette di fronte a profili psicologici stilati a 360 gradi. Il dualismo antitetico e ‘mostruoso’ tra Bane e Batman mette in luce il profondo legame che unisce i due personaggi ma che, per ovvie ragioni, differenzia l’uno dall’altro. A questo si contrappone il rapporto con Catwoman, messo completamente a nudo in un confronto schietto e sincero attraverso l’uso di monologhi e di una lettera di Bruce scritta a Selina. I due si attraggono come una calamita e, uniti, sono allo stesso tempo maledizione e benedizone dell’altro. Si curano e si avvelenano costantemente in un amore tossico ma vitale per la rispettiva sopravvivenza.

Il tipo di narrazione scelta, permette all’autore di rivelare la vera natura della missione del Cavaliere Oscuro. Fornisce un rapido excursus del bambino che non si è mai ripreso dal trauma della morte dei suoi genitori. Batman è un condannato di se stesso e Bruce Wayne oramai è soltanto un lontano ricordo. La fatidica domanda: Esisterà un giorno in cui Bruce Wayne non avrà più bisogno di Batman? sembrerebbe trovare la sua risposta qui. Bruce è vittima della sua stessa crociata, una dannazione auto inflitta per tornare a vedere la luce in un mondo di tenebre. L’essenza dell’esistenza di Batman trova riscontro in queste pagine, così profonde e talmente ben scritte da fornire una visione chiarificatoria del personaggio. Il mito diventa realtà, umanizzandosi e muovendo delle corde empatiche piuttosto delicate degli aficionados, rivelando un lato molto intimo del Pipistrello, ottenuto sfruttando ottimamente la figura di Selina Kyle. La prosa di King, dunque, diventa un sottofondo assordante nelle sequenze d’azione che intanto portano avanti la trama. 

Se nel primo volume troviamo un David Finch che apre piacevolmente le danze a questo nuovo ciclo di avventure, nel secondo cartonato troviamo Mikel Janin in una delle sue forme migliori. In una storia in cui l’autore sceglie di giocare con poche chiacchiere, fondamentale è la scelta di un disegnatore vincente, in grado di caricarsi il compito di dialogare direttamente con le immagini. Scegliendo di curare molto il dettaglio e di avvalersi di un realismo molto gradito, Janin riesce a condensare le emozioni di ogni personaggio garantendo un rapporto diretto con il lettore. A rendere il tutto più interessante ci pensa anche una struttura delle tavole varia ed esclusivamente al servizio del genere supereroistico. Gabbie e splash page si alternano a tagli netti e spietati che assumono ancora più effetto grazie ai colori precisi di June Cheung. Mitch Gerads conclude gli ultimi due numeri del volume con un’avventura tra i tetti, premonitrice di un piano più grande per il Pipistrello e la Gatta.

Con questi primi due volumi dunque, King da il via ad un’analisi a tutto tondo su cosa voglia dire essere Batman e quali sacrifici siano stati necessari per diventarlo. Il lavoro sembra promettere bene e se anche voi avete prestato ascolto agli annunci americani saprete bene o male cosa ci attende. Vedremo cosa King ed il restante del suo team creativo costruiranno in 100 numeri.

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Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.