Tunué: Sofia dell’Oceano – Una perla degli abissi | Recensione

Sofia dell’Oceano... me ne ricorderò se mai dovessi avere dei pargoli da dover addormentare con una fiaba. Bellissima e molto efficace. Poetica e danzante. Una storia che può trovare giustizia solo con un lunghissimo elenco di aggettivi. E, forse, la sua potenza è proprio questa. Una commistione di attributi da poter utilizzare allo stesso tempo per descrivere un viaggio che nasce per curiosità e termina con un obiettivo ben più grande, noi stessi. Lo leggiamo subito, ancor prima di avventurarci nella vicenda, questo libro è per noi… e nessun altro. A quel punto ci si rilassa, si chiudono gli occhi e si ascolta ciò che Marco Nucci e Kalina Muhova hanno da dirci. Ci lasciamo cullare da un graphic novel di altissimo livello, sprofondiamo nel sonno ed iniziamo a sognare.

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Lasciamo che la piccola Sofia ci accompagni, adulti e bambini, in un panorama che spesso dimentichiamo: la fantasia. La vicenda è un corposo ma piacevolissimo racconto che mostra, anche sotto il profilo didattico se vogliamo, come la matita della scrittura e del disegno possa serenamente lasciarsi andare in un esperimento del genere. Scivola tra una pagina ed un’altra regalando una continuità e un’armonia che investono il lettore portandolo in un vortice di follia, bizarria ed estrema sensibilità. Tutti nascondiamo una Sofia dentro di noi, chi più chi meno. La voglia di evadere, il desiderio di esplorare si uniscono a quel nervoso tremolio che abbiamo quando vorremo semplicemente prendere e partire. Sofia dell’Oceano è uno splendido omaggio artistico alle storie passate, alla letteratura ed al cinema. Pagina dopo pagina, si stende un velo allegorico che abbraccia numerose tematiche, permettendo al lettore di giungere alla fine sentendosi decisamente appagato. Con la consapevolezza di non aver letto una semplice fiaba, ma un vero e proprio romanzo di formazione. 

Nucci e Muhova lavorano a stretto contatto e la loro sintonia si nota, così come quanto abbiano perfettamente in testa l’effetto da comunicare. Insieme al lettore, scelgono di compiere un balzo nelle profondità oceaniche e dar luce, attraverso degli espedienti molto originali e curiosi, ad una nemesi inarrestabile ed incalzante. Non soddisfatti di raccontare un viaggio, evidenziano un netto e spietato paragone tra ignoranza e conoscenza. Sofia non sa nulla del mondo che la circonda, è vissuta per tutti e sette i suoi anni in una bolla ovattata e schermata dalla presenza di tutori passivi ed “essiccati”. Nel mondo esterno imperversa l’industrializzazione, la guerra e lo sfruttamento spasmodico delle risorse terrestri. L’isoletta su cui vive la piccola Sofia è una sorta di terra di nessuno, che, proprio come le figure adulte che la calpestano, subisce passivamente gli effetti dell’epoca. A riportare una ventata di colore e freschezza ci pensa il Capitan Occhioblu e il suo strambo equipaggio. 

Ancora una volta, dopo Kraken, la Tunué esalta un racconto in cui gli abissi ed il mostro sono usati come perfetta metafora delle nostre paura più profonde ed inconsce. D’altronde il timore della Fossa Nera che risiede sotto i nostri piedi che nuotano, è un’immagine collettiva piuttosto forte ed anche qui si rivela un’ottima strategia vincente per portare a galla una morale molto forte e commovente. L’impegno impiegato è fin troppo evidente (basti anche leggersi la sezione dei ringraziamenti) ed il lavoro meriterebbe assolutamente un posto sul comodino di ogni bambino e genitore. Pensando ad un ultimo complimento, credo sia semplicemente una storia che meriti di essere ascoltata e conosciuta. Sicuramente avrà un posto speciale nella mia libreria. Così, quando sarò da solo e avrò voglia di scappare, mi basterà salire sul Palla 6 del Capitan Occhioblu che mi porterà sul fondale dell’oceano, mi indicherà l’ostrica più bella e l’aprirò… trovandoci Sofia.

 

Classe'93, romano. Fondatore e redattore di Fr4med, a causa di un'amicizia sbagliata si mette nei guai intorno ai 10 anni. Tra un disturbo di personalità e manie ossessivo-compulsive, si laurea in Psicologia confermando perfettamente gli stereotipi di facoltà. Ha scritto per le redazioni di Geek Area e NerdM0vie Productions. Ha un debole per l'Africa.