Confession Tapes: Francesco Francavilla – Storia di un artista pulp

Durante il Napoli Comicon, grazie ad Edizioni BD, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Francesco Francavilla, vero fuoriclasse italiano, divenuto uno dei disegnatori più acclamati nel suo genere, con un successo enorme oltreoceano. Abbiamo fatto alcune domande a Francesco, spaziando dalla sua formazione, ai suoi lavori passati e presenti, con anche qualche piccola anticipazione. Buona lettura!

Ciao Francesco, benvenuto in Fr4med. Iniziamo con una domanda di rito: come nasce la tua passione per il mondo del fumetto e come si evolve nel corso degli anni?

Penso ci sia sempre stata. Da piccolo leggevo Topolino, dopodiché sono passato direttamente a Creepy, Eerie ed altre testate horror della EC Comics. Quindi mi è sempre piaciuto raccontare storie tramite immagini e tavole, per cui abbastanza presto. Con Creepy ho avuto il primo contatto con il fumetto adulto che era disegnato da Toth, Wrightson e tutti questi grandi autori del fumetto americano, che hanno certamente lasciato un’impronta. Dopodiché sono passato ai fumetti Bonelli, Dylan Dog stava iniziando ad uscire a quel tempo e leggevo anche Martin Mystere. Se non sbaglio per un periodo dovrei aver letto qualcosa come 6 o 7 testate bonelliane.

Il primo lavoro che ti ha portato a farti notare è stato Black Coat. Successivamente la Dynamite ti ha contattato per realizzare Zorro, un personaggio molto iconico a livello di cultura popolare. Fumettisticamente parlando c’è il lavoro di di Toth sul personaggio, un prodotto eccezionale. Come è stato approcciarlo visto il suo importante passato?

francesco francavillaC’era un po’ di pressione per il fatto che appunto ci sono stati questi grandi disegnatori del passato che avevano lavorato sul personaggio. Io avevo contatti con la Dynamite perché avevo fatto alcune copertine per loro e c’è una storiella particolare proprio a tema Zorro: quando seppi che avevano peso la licenza, venendo da Black Coat, dove avevo disegnato cavalli a volontà, con tanto di spade e sciabole,  mi proposi e “buttai il mio cappello nel ring”. Loro mi chiesero di fare un paio di tavole di prova e Matt Wagner avrebbe poi deciso. Feci queste, gliele inviati e poi venni in Italia per i miei, nel mentre aspettavo una risposta. Una sera stavo girando vari canali in TV e mi imbattei in un film di Zorro. Ho una vasta conoscenza di tutta la filmografia di Zorro ma questo film proprio non lo ricordavo. All’improvviso si iniziarono a spogliare… insomma era Porno Zorro [risate]. E presi quello come un segno visto che il giorno dopo ricevetti la mail dove mi veniva confermato il lavoro.

Tutte le tue produzioni sono ascrivibili al genere pulp ed horror, come è nata questa passione e quali sono i lavori che ti hanno più influenzato di questi nel corso degli anni?

Mi sono sempre piaciuti i film in bianco e nero, i classici degli anni ’30/’40 e l’amore per il genere noir e pulp è stato con me fin da piccolo, con anche personaggi come The Shadow e Green Hornet. Quando ho iniziato a fare questo lavoro in maniera più seria, da Black Coat -che sarebbe andato benissimo nelle riviste degli anni trenta- a Zorro -personaggio pulp per eccellenza-, fino a The Shadow e Black Beetle -che è la mia lettera d’amore verso il pulp- questi generi mi hanno sempre accompagnato. Ho cercato di rimordernarli con i colori, perché il bianco e nero era una cosa tipica di quel tempo e i gusti moderni sono orientati verso quello. Ho cercato di catturare quell’atmosfera e gli ho dato quest’iniezione di colore, cercando di renderlo appetibile all’audience di oggi.

Francesco Francavilla

Parlando sempre di personaggi celebri: recentemente hai realizzato come autore singolo una storia su una delle più importanti creazioni di Will Eisner, Spirit. Come è stato rapportarsi con un personaggio di tale portata?

Venivo già dall’esperienza di un titolo con un grande lavoro alle spalle, su Zorro ha lavorato Toth, tuttavia Spirit è una creazione di Will Eisner, un dio nel mondo del fumetto. Dynamite mi chiese di disegnare una storia di Spirit per il centenario e da un lato c’era timore, mi chiedevo se fossi all’altezza per fare una cosa del genere,  ma dall’altro prevaleva la mia enorme passione per Eisner ed il personaggio che mi portava a dire  “Quando mi ricapiterà un’occasione del genere?”. Sapevo di non potermi misurare direttamente con il “Dio” quindi ho deciso di farlo a modo mio, in quanto non avrebbe nemmeno senso cercare di fare una copia di quello che era Eisner. Ciò che ho cercato di fare, visto che Eisner era un innovatore dello storytelling, è stato cercare di innovare a mia volta dal punto di vista della composizione della pagina, di dare un taglio sperimentale.

Nel 2013 in Italia esce Black Beetle e lascia tutti stupiti con il suo eccezionale livello qualitativo. Un gioiello pulp di storytelling con una narrazione al cardiopalma che tiene incollati al volume fino all’ultima pagina. Cosa puoi dirci riguardo quest’esperienza e dove nasce l’idea dietro Black Beetle?

Qualche anno prima bazzicavo su un forum per artisti e avevo un paio di idee che volevo realizzare, una era Black Beetle mentre l’altra era una serie di fantascienza. Scrissi che volevo fare un webcomic e proposito i due personaggi chiedendo quale potesse interessare di più, per cercare di capire il gusto dei lettori. Tutti quanti scelsero Black Beetle. Avevo già realizzato il design del costume e del logo quindi credo che forse il look del character è ciò che ha più colpito le persone. Iniziai a realizzare il webcomic, poi ho fatto una ashcan che ho portato  a varie fiere e che mi ha fatto conoscere alla Marvel ed alla DC. Ho iniziato a lavorare su Black Panther proprio perché avevano apprezzato molto la ashcan di Black Beetle. Dopo ho fatto Black Mirror, su Batman, ed infine sono ritornato al personaggio, anche perché la Dark Borse si era mostrata interessata. Io sono appassionato di Hellboy e Sin City ed ho pensato che fosse perfetto per la casa editrice. È un’opera di passione e credo emerga dalle pagine.

Francesco Francavilla

Una piccola anticipazione: arriverà il secondo volume? Ci stai già lavorando?

Si, si, sono a metà strada con il primo numero. Con The Spirit negli Stati Uniti c’è stato un po’ di ritardo tra le varie uscite… lo scorso anno credo di aver presso troppi  impegni ed alcune cose hanno finito per trascinarsi. Quindi ora voglio cercare di finire più numeri possibili e poi inizieremo con la pubblicazione. Probabilmente in Italia arriverà direttamente come paperback. Ho fatto un’altra storia l’anno scorso, pubblicata sulle pagine di Dark Horse Present, poi raccolta in volumetto e da quello che ho sentito forse uscirà anche qui in Italia.

Spostandoci sull’artbook di Riverdale che sei qui a presentare con la Edizioni BD: come è stato per te rapportarti con una serie dall’approccio più spensierato, pur rimanendo tu nell’ambito horror?

Essendo italiano non avevo molta familiarità con l’universo di Archie che per l’America corrisponde al nostro Topolino. Mickey Mouse dovrebbe avere una striscia nei giornali ma come albetto loro hanno Archie. Quindi quando mi chiesero di fare queste copertine variant per le serie esistenti feci la mia versione che era un po’ più adulta e piacquero tantissimo. Poi feci una variant per Life with Archie che doveva uscire per Halloween quindi realizzai una cosa horror e quella è stata la cover che ha partorito non solo un’intera serie ma ha anche rivoluzionato l’universo Archie, in quanto si sono resi conto di star facendo lo stesso fumetto da 70 anni e che potevano comunque fare cose diverse perché la gente lo apprezza. In pratica con questa copertina rotto la loro tradizione [risate]. Quindi si, è stata un’esperienza bellissima perché poi hanno iniziato a rimodernare anche tutte le altre testate.

Se dovessi scegliere un autore con cui lavorare al momento, che ti ispiri e ti stimoli anche dal punto di vista creativo, quale sarebbe?

Francesco FrancavillaCe ne sono vari. Per fare cose che non ho mai fatto direi Neil Gaiman, in modo da realizzare qualcosa di un po’ più fantasy. Diciamo che al momento ho varie idee, quindi sto cercando di scrivere e disegnare il più possibile perché lo scrittore che è in me sa che cosa piace disegnare al disegnatore che è in me [risate]. Così c’è più divertimento!

Francesco ti ringraziamo per essere stato con noi!

Grazie mille a voi!