The Foursome Quote #14: Personaggi ispirati da Diabolik

Benvenuti carissimi lettori di Fr4med al quattordicesimo episodio di The Foursome Quote. Se siete nuovi arrivati a questa rubrica, eccovi un bel link al primo episodio dove vi sarà spiegato per filo e per segno in cosa consiste questa rubrica settimanale.

Il tema di questo episodio è: Personaggi ispirati da Diabolik.

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“Uno che ha fatto conoscere una lettera dell’alfabeto sconosciuta ai più, che all’epoca bastava dire “i personaggi con la K” e si era detto tutto. E comunque lui era il primo e alla fine è tornato a essere l’unico“. Questo è quanto dichiarato da Andrea Plazzi – traduttore, saggista e editor italiano, noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Leo Ortolani – riguardo a Diabolik: personaggio creato da Angela e Luciana Giussani nel 1962 e che segnò una vera e propria rivoluzione del fumetto italiano. In poco tempo raggiunse alte tirature arrivando a diventare un fenomeno di costume portando alla nascita del genere del fumetto nero italiano del quale è stato il precursore generando numerosi epigoni a partire dal 1964, quando il fenomeno esplose. Oggi, osserveremo da vicino quattro di questi personaggi che si lasciarono ispirare dal famoso ladro della Astorina e che oggi devono a lui la propria creazione creazione.

1: Per chi ha letto il tredicesimo episodio forse lo saprà già, per chi invece no, tranquilli che ve lo si ripete tranquillamente. Diabolik – insieme a James Bond e l’Arsèn Lupin di Maurice Leblanc – è stato uno dei personaggi a cui Monkey Punch si è rifatto per la creazione di Lupin III.

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L’aspetto che il mangaka prese in prestito dalla creatura delle Sorelle Giussani fu la capacità di Diabolik di costruite delle maschere facciali con il cloruro di vinile per assumere diversi aspetti; Punch pensò che potevano essere un elemento utile per sancire qualche colpo di scena inaspettato e quindi fece adottare al suo Lupin questa abilità. Qualcuno crede che in realtà sia il contrario, cioè che Diabolik si ispirò a Lupin per la faccenda delle maschera. Il contenzioso si risolve subito guardando l’anagrafica di creazione: Diabolik è del 1962, Lupin del 1967.

2: Ma come detto in apertura, Diabolik è indubbiamente una figura rivoluzionaria del fumetto italiano, tant’è che il suo esordio ispirò sia in misura minore, che in misura maggiore gli autori contemporanei alla Sorelle Giussani (ma anche quelli futuri). Per quanto riguarda strettamente il panorama tricolore, Diabolik fece riscoprire l’archetipo del cattivo vincente, sdoganando una serie di imitatori senza arte né parte che si limitavano a scopiazzare il personaggio di razza che è il fu-Walter Dorian. Tuttavia, tra questi spicca un personaggio che prese si spunto da lui, per poi costruire il suo mito.

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Si tratta di Kriminal (spesso associato a Satanik perché condivide gli stessi creatori), personaggio creato da Max Bunker e Magnus nel 1964 su commissione dell’Editoriale Corno nel tentativo di ricalcare il movimento che il fumetto italiano vivrà a partire dalla creazione di Diabolik fino allo “sgonfiamento” dello stesso avvenuto nei primi anni ’70: il fumetto nero italiano. Kriminal è uno di quei personaggi che gioca sulla contrapposizione, ciò nel creare il proprio mito facendo il contrario – o accentuando alcuni determinati aspetti – della sua originale fonte ispiratrice. Per esempio, rispetto a Diabolik – che mostrava si scene forti, ma non usciva dal contesto del genere giallo – Kriminal aveva accentuato i toni violenti e il tenore delle storie provocando addirittura l’intervento della magistratura che ordinò sequestri e istruì processi, i quali in qualche modo condizionarono lo sviluppo della serie. Le tematiche affrontate e il modo crudo con il quale vengono raccontate creano scandalo e Kriminal diventa oggetto di numerosi casi di censura e sequestro a causa dei contenuti troppo espliciti per l’epoca.

3: Ma se Diabolik ispirò anche personaggi che, a modo loro, veicolarono messaggi e tematiche molto seriose, “Walter Dorian” ispirò anche numerose parodie e prese in giro per lo stile unico con cui si approcciò al pubblico del bel paese.

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La prima parodia storica d’un certo livello fu Cattivik, personaggio nato proprio nel boom del fumetto nero italiano e ispirato ad uno stile parodistico esordito sulle pagine di Topolino grazie a personaggi come il Diabetik di Alfredo Castelli, che parodiava si Diabolik, ma anche tutti gli altri personaggi criminosi il cui nome finiva o conteneva una Kappa. Il grottesco personaggio è anche la parodia dell’archetipo del criminale macchinoso e preciso (a cui però non gliene va mai bene una) e si hanno tracce del suo esordio sin dal 1965; Bonvi – il suo creatore – non intendeva però farne una semplice parodia ma, come disse lui stesso, voleva «fare un personaggio per bambini che fosse “cattivo” in maniera dichiarata». Cattivik rimase una creatura del fu Franco Bonvicini fino al 1975 quando lo cedette poi a Silver per i troppi impegni editoriali con Nick Carter.

4: Il successo di Diabolik non si limitò però solo all’Italia. Il personaggio fece il giro del mondo fino ad arrivare all’attenzione di autori internazionali, come Moneky Punch (come detto sopra) ma anche di autentiche rockstar del fumetto come Grant Morrison, che trassero ispirazione dalla nero criminale delle Sorelle Giussani per creazioni proprie. Quando scriveva per la Marvel nei primi anni 2000 e si occupava della testata New X-Men, Grant Morrison e Igor Kordey crearono un nuovo personaggio che finì per diventare essenziale nella run dell’autore scozzese.

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Si tratta di Fantomex, personaggio creando usando proprio come matrice d’ispirazione Diabolik e l’aiutante Eva Kant, oltre il personaggio letterario francese Fantômas, che ha giocato non solo un ruolo non indifferente nella scelta del nome di Fantomex, ma anche nella creazione di Diabolik, dato che le Sorelle Giussani si rifaranno moltissimo al personaggio creato da Marcel Allain e Pierre Souvestre. Fantomex è inizialmente presentato come un abile ladro europeo dalle capacità fisiche olimpioniche e una spiccata abilità con le armi da fuoco, oltre che accompagnato da un sistema nervoso esterno chiamato E.V.A. in grado di assumere diverse forme e dimensioni, tra cui quella di una navicella che può permette al personaggio qualsiasi spostamento.

Classe '90, comasco. Ama così tanto la Nona Arte, che il suo corpo è fatto di carta patinata ed inchiostro, condizione fisica che l'ha sempre costretto all'ospedale. Cresciuto a pane e fumetti (e lavande gastriche) in età anagraficamente, ma non mentalmente, adulta ha sentito il bisogno di esternare i suoi pensieri riguardo la sua passione per i fumetti - ma anche cinema, serie tv, libri, musica e la pizza - attraverso la scrittura: anche se diverse ordinanze restrittive glielo impediscono legalmente. Non sa fare, quindi insegna Inglese. Ha scritto per RecenSerie, OverNews Magazine, Quarta Di Copertina e Geek Area.