The Foursome Quote #13: La Creazione di Lupin III

Benvenuti carissimi lettori di Fr4med al tredicesimo episodio di The Foursome Quote. Se siete poco avvezzi a questa rubrica, eccovi un bel link al primo episodio dove vi sarà spiegato per filo e per segno in cosa consiste questa rubrica settimanale.

Il tema di questo episodio è: Curiosità sulla Creazione di Lupin III.

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Il 3 Aprile 2018, in Giappone, andava in onda il primo episodio di Lupin III – PART 5, la quinta serie TV anime di Lupin III prodotta dalla TMS Entertainment, animata dalla Telecom Animation Film ed ambientata principalmente in Francia, sancendo un diretto seguito a PART 4 la quale era ambientata in Italia. Per festeggiare il ritorno dell’amabile ladro dalla giacca colorata sul piccolo schermo, Fr4med ha deciso di ripercorrere quattro topici eventi che hanno portato alla sua creazione, ma anche dei quattro celebri comprimari che lo spalleggiano in ogni sua avventura.

1: L’obiettivo originale della serie Lupin III – scritta e disegnata da Monkey Punch – era quello di realizzare una serie di avventure comiche che ricalcassero gli stilemi narrativi dei libri di Maurice Leblanc con protagonista Arsène Lupin, il personaggio più celebre dello scrittore inserendo nelle storie di Punch anche un protagonista che ne ricordasse le caratteristiche senza però citare un collegamento diretto col personaggio di ispirazione. Tuttavia, l’intenzione di mantenere segreti i legami di sangue tra i due personaggi immaginari venne accantonata e Lupin III si presentò da subito come il nipote di quello originale.

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In questa immagine, potete vedere gli ufficiali colori del vestiario di Lupin.

Però, Punch venne comunque spinto ad inserire nel personaggio altri elementi che potessero arricchirlo e renderlo più attuale per il periodo di originale originale pubblicazione (il 1967). Il mangaka scelse come personaggi di ispirazioni James Bond e Diabolik per diversi motivi. Il primo, è che entrambi fanno un largo uso di gadget ingegnosi e che avrebbe potuto utilizzarli come deux ex machina per tirarlo fuori da situazioni impossili; il secondo, è che Bond ha la fama di gentiluomo e Punch pensò che dare ad un ladro il fascio di 007 avrebbe potuto essere una caratteristica vincente; il terzo, è per le maschere di Diabolik, costruite con il materiale cloruro di vinile e che potevano essere un elemento utile per sancire qualche colpo di scena inaspettato.

2: Tra i suoi colleghi nipponici, Kazuhiko Katō – il vero nome di Monkey Punch – è stato uno dei primi ad avere tra i suoi elementi di ispirazione opere che andavano oltre il Giappone e anche oltre il fumetto, prendendo maggiormente in considerazione storie (che potessero essere anche libri o film) di origine europea o americana. Una prova lampante è rappresentata dal personaggio di Daisuke Jigen.

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In questa immagine, potete vedere gli ufficiali colori del vestiario di Jigen.

Secondo le dichiarazioni dell’autore, il personaggio è stato creato come l’archetipo del gangster americano, basando tutto il suo aspetto sull’attore James Coburn e la sua caratterizzazione e postura sul personaggio di Britt, uno dei sette protagonisti del film I Magnifici Sette. La cosa curiosa è che, nel film che ha ispirato Jigen, Britt è principalmente un’esperto di coltelli e non un formidabile pistolero.

3: Il fatto che le sue principali opere di ispirazione siano principalmente storie extra-giapponesi lo si può constatare soprattutto dal character design molto occidentale dei personaggi, cosa fattagli notare ad una convetion di fumetti da due passanti che – vedendo l’autore – chiesero da Kato uno sketch. Il mangaka disegnò un veloce mezzo busto di Lupin e i due rimasero abbastanza delusi in quanto il ladro gentiluomo non sembrava avere tratti “molto giapponesi”. Rendendosi conto di non aver inserito abbastanza tratti della sua cultura, Punch cercò di rimediare inserendo un personaggio che richiamasse tutti gli elementi iconici del Giappone creando Goemon Ishikawa XIII.

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In questa immagine, potete vedere gli ufficiali colori del vestiario di Goemon.

Goemon è ispirato a due figure. Il suo nome deriva da un personaggio storico realmente esistito in Giappone tra il 1558 e il 1594 – di nome, appunto, Goemon Ishikawa – diventato oggi una figura simbolo del folklore giapponese a causa delle poche informazioni biografiche a disposizione. Era una sorta di “Robin Hood nipponico”, in quanto la sua principale occupazione era quella di rubare oro per darlo ai poveri; nella caratterizzazione del manga di Punch, Goemon ne è il tredicesimo discendente. La seconda figura di ispirazione è il personaggio di Kyuzo, uno dei sette protagonisti del film I Sette Samurai; è uno spadaccino esperto, samurai ascetico, sempre serissimo e dalla faccia di pietra. Curioso il fatto che Jigen sia stato ispirato da I Magnifici Sette, film americano che è il dichiarato remake de I Sette Samurai.

4: Ovviamente, un ladro non poteva avere come antagonista nient’altro che un poliziotto e, per Lupin, Monkey Punch creò Koichi Zenigata.

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In questa immagine, potete vedere gli ufficiali colori del vestiario di Zenigata.

Il personaggio venne pensato dall’autore per contrapporsi in maniera naturale a Lupin come si contrappongono personaggi tipo Tom & Jerry, creando un legame indissolubile dove uno dei due personaggi non può esistere senza l’altro. Per l’ispettore, Kato si ispirò al famoso personaggio della letteratura giapponese Heiji Zenigata, che arrestava i nemici lanciando monete, proprio come fa Zenigata con le manette. Nello special televisivo Tokyo Crisis, dedicato al personaggio dell’ispettore, si suggerisce che Koichi sia un discendente di Heiji Zenigata, del quale conserva tuttora l’antico Jitte, l’arma tradizionale dei poliziotti giapponesi durante il Periodo Edo.

Bonus: Tranquilli che non ci siamo dimenticati della sensuale Fujiko Mine, unica presenza femminile del cast di protagonisti di Lupin III, dove parleremo di lei in questa sezione Bonus in quanto non è da gentiluomini escludere proprio le curiosità sull’unica signorina del roster.

Siccome la serie Lupin III doveva essere pubblicata su una rivista destinata agli adulti, Fujiko Mine è stata creata per aggiungere una presenza femminile che ricalcasse il ruolo di “Bond Girl” con movenze volutamente sensuali e provocatorie. Proprio per il primordiale ruolo di Bond Girl, Monkey Punch cercò di creare diverse donne con caratteristiche diverse nel tentativo di seguire la linea dei film di 007, dove in ogni pellicola c’è una diversa compagnia; infatti, all’inizio della serie, molte delle donne che incontrano Lupin si chiamano Fujiko, ma vengono trattate come personaggi diversi da un capitolo all’altro.

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In questa immagine, potete vedere gli ufficiali colori del vestiario di Zenigata.

Il problema fu che creare un nuovo personaggio femminile ogni settimana era troppo difficile per Monkey Punch, così l’autore decise di unificare i precedenti personaggi in un personaggio singolo che cambiasse spesso stile.

Il suo nome è un gioco di parole che sancisce una allusione non troppo velata ai suoi seni enormi. Infatti, Punch ha dichiarato che l’ispirazione per Fujiko arrivò dopo aver guardato una immagine del Monte Fuji, la montagna più alta del Giappone. Quindi l’autore aggiunse il suffisso “-ko” per rendere il nome femminile e le diede il cognome Mine poiché in giapponese significa “picco della montagna”, o anche “cime gemelle.”

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Se volete potenziare la vostra esperienza riguardo Lupin III, vi segnaliamo la presenza di Io sono Lupin III, una raccolta cartonata di quindici storie pubblicate da Planet Manga, selezionate per scoprire o riscoprire l’amata creatura di Monkey Punch.

Classe '90, comasco. Ama così tanto la Nona Arte, che il suo corpo è fatto di carta patinata ed inchiostro, condizione fisica che l'ha sempre costretto all'ospedale. Cresciuto a pane e fumetti (e lavande gastriche) in età anagraficamente, ma non mentalmente, adulta ha sentito il bisogno di esternare i suoi pensieri riguardo la sua passione per i fumetti - ma anche cinema, serie tv, libri, musica e la pizza - attraverso la scrittura: anche se diverse ordinanze restrittive glielo impediscono legalmente. Non sa fare, quindi insegna Inglese. Ha scritto per RecenSerie, OverNews Magazine, Quarta Di Copertina e Geek Area.